Le recensioni non sono impermeabili

  Sesso e whisky
P
iace e dispiace rendersi conto che di un notevolissimo scrittore americano poche cose siano state tradotte in italiano: piace poiché molto c’è
ancora da tradurre e leggere, dispiace perché la fama dello scrittore è, in Italia, infima rispetto alle potenzialità.
Scrivere un testo letterario camuffato da trattato scientifico (psicopatologico, in questo caso) è ormai più che una trovata pour épater – non fosse altro per i molti precedenti, da "Cantatrix sopranica L" di Perec a "Proprietà endocroniche della tiotimolina risublimata" di Asimov.
Il notevolissimo scrittore americano è T. Coraghessan Boyle (bello il suo sito-diario, tra l’altro); il libro di cui parlo qui è "Se il fiume fosse whisky" (Einaudi), un libro di racconti molto belli: racconti surreali, cinici, ironici, ma anche – questo è il tratto che distingue Boyle da tanti altri narratori americani contemporanei – permeati di dolcezza, disillusione e moderazione. Non sono insomma racconti dove si calca la mano sulla parte paradossale della trama, o si risolve la vicenda in un culmine fatto di eccesso e drammaticità. La misura resta tale, anche quando il protagonista è un immigrato messicano che vuole sfondare come supereroe (La mosca umana), o quando il centro della storia è un’immagine: l’immagine di una casa dove un’anziana vedova lascia tutti i rubinetti aperti e vive tra pareti zuppe d’acqua, pavimenti allagati e rumore di acqua che scorre (La casa che sprofondava).
Quando lo pseudotrattato scientifico tratta di Psicopatologia sessuale ("Supplemento alla Psychopatia sexualis", Es) e l’autore è uno dei grandi pessimisti del ‘900, ci si possono aspettare fuoco e fiamme; e molto sarcasmo. E in effetti Albert Caraco, in questo suo libro, ha ampio spazio per irridere alle miserie e alle piccolezze umane inventando e descrivendo una lunga serie di perversioni sessuali, per ciascuna delle quali compila una scheda di caso, tanto asciutta e anonima quanto irridente e spregiudicata.
Le vicende della sessuologia sono evidentemente uno spunto appetibile per narratori non moralisti: The inner circle ("Doctor sex", Einaudi) è la storia del gruppo di ricerca guidato dal dottor Kinsey, noto per il famoso Rapporto Kinsey sulla sessualità degli americani, e dell’esile confine tra la ricerca teorica e quella pratica. "Doctor Sex" è uno dei 5 libri di Boyle tradotti in italiano; però non l’ho ancora letto (qualcuno però potrebbe parlarne).
L’indice di "Supplemento alla Psychopatia sexualis" sarebbe una splendida lista per Ecolaliste; più in là la posto. Resta tuttavia insoddisfatta la curiosità di sapere se il ch.mo dottor Kinsey abbia trattato casi come quelli che Caraco mette nelle categorie Anatomia e destino, Cristiano di sinistra, Giochi pericolosi, Svariati passatempi, Maghi, Museo segreto, Mutilazioni, Pastori di anime, Società segrete etc. Alcuni dei casi catalogati in tali categorie, o in altre (in tutto 211 casi), potrebbero certamente essere qui postati (sono molto brevi); ma non vorrei scandalizzare i benpensanti.
L’autore di "Doctor Sex" ha messo anche in "Se il fiume fosse whisky" una storia di amore e sesso ("Amore moderno"); una storia che, a parte l’ironia irresistibile, descrive in effetti una psicopatologia sessuale: il terrore della malattia, dei microbi, del contatto fisico. Fobia che si visualizza comicamente quando la protagonista costringe il suo amante ad indossare una tuta integrale di pvc, prima di concedersi.
La fobia delle malattie (che per altro è il pretesto che nasconde una paura sociale più ampia) potrebbe essere inserita tra i casi del Supplemento, direi alla voce "Sessualità e medicina", oppure in "Oggetti utili"; ma l’intero libro di Caraco starebbe volentieri, senza dubbio, in una categoria "Eros e thanatos".
È un po’ curioso – mi vien da pensare – che un medesimo lettore possa apprezzare sia il feroce sarcasmo nichilista che una lieve ironia surreale; ma per fortuna è così.

10 pensieri su “Le recensioni non sono impermeabili

  1. oh, kinsey era uno di quei coraggiosi scienziati che sperimentano le teorie sulla propria pelle. un eroe e un martire del metodo, eh sì.

  2. >Paolo said:

    declino ogni responsabilità 😉

    eh no, non puoi tirare il sasso e nascondere la mano… no no… 😉

  3. Ecco se prima avevo il dubbio che con le recensioni non ci azzeccavo molto ora ne ho la certezza. Devo tenere sempre carta e penna vicino per appuntarmi le tue letture.

  4. Be’, io ho visto il film (Doctor sex, cioè), soprattutto per Liam Neeson, diciamo la verità. Lì ha questa moglie così carina e simpatica! In realtà era davvero simpatica e intelligente, ma una delle donne più brutte dell’universo.

    Ci sono rimasta male, quasi (chissà che calvario per lei, ché lui, col sesso, ci andava pesante).

I commenti sono chiusi.