STORIA DELLA ZONA ARTIGIANALE E PER LA PICCOLA INDUSTRIA DI S.AGOSTINO.

Di Giuliano Beneforti


Indice:

1 – Introduzione.

2 – Lottizzazione Fedi.

3 – Lottizzazione Tonini.

4 – Intervento del Comune.

5 – Lottizzazione Vannucci.

6 - Completamento Via Fermi.

7 – Completamento Via Cellini.

8 – Via Copernico.


Figure:

1 – PRG 1957. Zona artigianale e per la piccola industria.

2 – PRG varianti 1966.

3 – Lottizzazione Tonini.

4 – Intervento del Comune.

5 - Lottizzazioni.

6 – Lottizzazione Andreini.

7 – Stato di attuazione nel 1971.

8 – Stato di attuazione 1973.

9 – Cronologia della Viabilità.



1 - Introduzione.

Il piano regolatore adottato nel dicembre del 1957 prevede la realizzazione della zona per industria leggera e artigianale e della zona industriale ad est della città, sotto i cimiteri, lungo la Via di S.Agostino e lungo la ferrovia per Prato (Fig.1). Questa localizzazione, proposta dai progettisti e sostenuta con particolare convinzione dall’arch. Piccinato, è una scelta coraggiosa e lungimirante che caratterizza fortemente il piano regolatore ma è accolta con freddezza e perplessità dagli amministratori che avrebbero preferito la zona ovest o quella sud della città. Nessuno, in quel periodo, ritiene la parte est della città adatta per lo sviluppo urbano a destinazione residenziale o industriale;tuttavia la previsione inserita dai progettisti nel Piano Regolatore non viene modificata, ne durante la discussione per l’adozione del piano ne dopo nelle varie fasi di approvazione. Forse è proprio la sorpresa suscitata dalla soluzione proposta a salvarla: si pensa - e alcuni interventi in consiglio comunale lo dicono esplicitamente - che tale previsione rimanga sulla carta e non sarà mai realizzata per la poca appetibilità dei terreni e per la difficoltà della loro urbanizzazione. Di fatto l’area si trova oltre il torrente Brana, vicino ai due principali cimiteri della città e alla “Sardigna” ed è accessibile solo dalla Via di S.Agostino, una strada secondaria stretta e collegata alla città tortuosamente attraverso la Via dei Campisanti, a sua volta raggiungibile con difficoltà: a sud, dalla Via della Fortezza e, a nord, attraverso il ponticello di fronte al cimitero comunale o, ancora più tortuosamente, dal ponte di Porta S.Marco.

ll Piano Regolatore prevede uno schema viario efficiente: un ampio viale centrale (la futura Via Fermi) che va dal Viale Arcadia alla nuova futura tangenziale est. Il viale è collegato a nord con la via di S.Agostino e a sud con la via Pratese. Ma le strade previste sono tutte nuove e di non facile realizzazione: il collegamento con il Viale Arcadia e con la Via Pratese richiede la costruzione di due ponti per scavalcare il torrente Brana e la tangenziale est è un opera importante ancora lontana dall’essere realizzata.

I proprietari dei terreni interessati alla prima parte dell’area, quella destinata all’artigianato e alla piccola industria, più vicina alla città, non ritengono insormontabili tali difficoltà, e, percepita la necessità da parte degli artigiani e dei piccoli industriali di aree per l’edificazione dei loro capannoni, fatti i loro (piuttosto redditizi) conti sui costi dell’urbanizzazione e sul possibile ricavo delle vendite, procedono a richiedere le necessarie autorizzazioni per urbanizzare i terreni di loro proprietà.


2 - Lottizzazione Fedi.

Il primo a muoversi è il Sig. Fedi Walter che già nel giugno 1960 è autorizzato a lottizzare i terreni di sua proprietà posti a sud della via di S.Agostino. La lottizzazione, progettata dell'Ing. Caselli (fig. 5), consiste nella costruzione di un unica strada nord-sud (l’attuale Via Galilei) di collegamento fra la Via di S.Agostino e la ancora inesistente Via Fermi; i relativi lavori sono iniziati rapidamente e praticamente terminati nello stesso anno. Dalla planimetria appare che al momento della domanda di lottizzazione i primi quattro lotti più vicini alla Via di S.Agostino sono già venduti agli artigiani Bellandi, Ravanelli, Moranti e Giusti.


3 - Lottizzazione Tonini.

Nel settembre del 1961 la Sig.ra Tonini Maria Vittoria presenta una domanda per la lottizzazione degli ampi terreni di sua proprietà compresi fra la Via di S.Agostino e i torrenti Diecine e Brana. Il piano di lottizzazione interessa circa 180.000 mq più di un terzo dei quali sono esterni alle zone artigianali e occupano terreni destinati, dal PRG adottato nel 1957, a verde di rispetto del Torrente Brana. Questo è possibile perché il Piano Regolatore non è ancora approvato dal Ministero, le norme di salvaguardia, che dovrebbero tutelarne le previsioni, sono scadute da un anno e gli uffici comunali non sono molto impegnati a far rispettare le sue norme e i suoi assetti. La lottizzazione approfitta inoltre della norma di PRG che consente la concentrazione degli indici agricoli di proprietà esterne su terreni vicini alla città (si vede qui esemplificato come questa norma abbia contribuito in maniera rilevante a distorcere e rendere inefficace il piano del 1957). Pertanto il piano di lottizzazione, nonostante presenti enormi difformità con il PRG, in particolare nelle parti sud ed ovest a confine con il torrente Brana (le differenze si vedono bene nella figura 2, varianti 1966, ove sono state riportate le lottizzazioni approvate in difformità dal PRG del 1957), viene esaminato e rapidamente approvato dalla commissione.

La lottizzazione, progettata dall'Ing. Negrioli (Fig.3) di Firenze, è illustrata da una relazione tecnica:

Le strade di Piano Regolatore sono due. La prima con andamento est ovest (attuale Via Fermi) si diparte dallo strappo dell’Arcadia, incrocia la Via dei Camposanti, sorpassa i torrenti Brana e Diecine e raggiunge dopo circa 800 metri la futura strada provinciale di collegamento della Pratese con la Montalese (attuale tangenziale est). La seconda (attuale Via Cellini), con andamento Nord-Sud, parte dalla confluenza fra la Via della Fortezza e la provinciale Pratese, sfiora a ponente la centrale delle forze idrauliche, sorpassa il torrente Brana e raggiunge la prima strada di Piano Regolatore costituendo ivi una vasta piazza”.

Sono previste inoltre due strade che si dipartono dall’asse centrale e si collegano verso nord con la Via di S.Agostino e altre due strade interne alla lottizzazione parallele all’asse centrale (Fig.3). La relazione prosegue: “Le strade di lottizzazione sono state previste di 8 metri di larghezza salvo quella indicata O-P con andamento ovest est che su indicazione del Comune è stata portata a 10 metri, essendo stata destinata a collegarsi con la futura arteria provinciale fra la Montalese e la Pratese(…). Le carreggiate stradali saranno affiancate da due marciapiedi della larghezza di metri 1(…). Per le fognature il progetto è stato necessariamente adattato alla pendenza del terreno che costituisce, grosso modo, un piano inclinato che si abbassa verso sud-ovest. Non è stato possibile fare confluire tutte le fognature al condotto principale che raggiunge il Brana sotto il ponte della strada E-F e che quindi servirà solo il comprensorio di ponente delle strade G-H, I-L ed E-F oltre ai primi tratti delle strade M-N ed O-P. Queste ultime avranno quindi il recapito provvisorio delle loro fogne nell’ampio fossato al confine di levante della proprietà in attesa che venga costruito il collettore di fognatura per la provinciale già citata(…). Per l’approvvigionamento idrico, non avendo l’acquedotto possibilità di alimentazione, vi provvederanno i singoli proprietari a mezzo di pozzi(…). L’accesso alla lottizzazione avverrà immediatamente attraverso le strade G-H e I-L che si diramano dalla Via di S.Agostino, solo in un secondo tempo attraverso la Via dei Campisanti mediante i due ponti sul Brana e sul Diecine e un piccolo tratto di strada su terreno d’altre proprietà, opere che dovrà realizzare il Comune, infine in un terzo tempo attraverso la strada di P.R. diramantesi dalla Via della Fortezza e il relativo ponte sul Brana.

La lottizzazione occupa gran parte della zona artigianale estendendosi per 186.400 mq di cui mq 22.000 occupati dalle strade, mq 20.800 per aree a verde e mq 143.600 per i lotti fabbricabili.

Il piano di lottizzazione viene approvato il 6 ottobre 1961 con le seguenti prescrizioni aggiuntive: "Il piano è soggetto alle previsioni edilizie del Piano Regolatore Comunale in particolare nelle aree tra il torrente Diecine e la via di S.Agostino, i fabbricati dovranno risultare esclusivamente di tipo industriale con esclusione di qualsiasi tipo di abitazione. Le due zone verdi di rispetto a sud e ovest della suddetta area dovranno essere collegate da una fascia analoga larga non meno di metri 40 costeggiante il margine del torrente Brana."

I lavori per la realizzazione delle due strade che collegano la Via di S.Agostino con il Viale centrale della zona (le attuali Via Volta e Via Landucci) e danno accesso alla lottizzazione iniziano immediatamente e sono terminati nel 1962, quando già molti dei lotti adiacenti sono venduti o impegnati.

Nel giugno 1963 il lottizzante chiede una proroga "onde proseguire nella costruzione delle opere stradali come previsto nel piano e nel progetto di zonizzazione approvato ed ultimare le medesime nel minor tempo possibile." Il Comune risponde imponendo la presentazione di un nuovo progetto per adeguarsi alle modifiche della fascia di rispetto del torrente Brana prescritte con la precedente autorizzazione. Il nuovo piano di lottizzazione, sostanzialmente uguale al precedente, include le variazioni prescritte dal Comune ed è presentato il 12 ottobre 1963. La proroga viene autorizzata solo nel 1965, due anni dopo la domanda, perché nel frattempo il Comune si inserisce nell’operazione, come vedremo, per acquisire i terreni e realizzare direttamente parte della lottizzazione. Nella lettera di concessione della proroga fino al 31 dicembre 1970, il Comune, “per i terreni che rimarranno di sua proprietà dopo l’acquisizione da parte di questa Amministrazione”, richiede nuovi elaborati tecnici con la precisazione delle caratteristiche infrastrutturali da concordare e si precisa che “non saranno rilasciati permessi di costruzione di opere edilizie nell’ambito della lottizzazione sino a che non siano collaudate dal Comune le opere di urbanizzazione”; questa norma appare eccessivamente rigida perché costringerebbe il lottizzante a non vendere fino al completamento delle opere per l’intera lottizzazione; perciò si prevede una deroga che consente di vendere i terreni quando siano state eseguite le opere in modo da rendere i servizi funzionali anche a stralci. In questo modo si può proseguire la realizzazione delle altre due strade a sud della lottizzazione privata, che però rimangono separate dal resto della lottizzazione e non collegate con la via di S.Agostino; pertanto la Sig.ra Tonini nel luglio 1965 chiede e ottiene dal Comune l’autorizzazione “a realizzare la costruzione di un tronco di strada di Piano Regolatore …appartenente alla strada indicata nello schema di lottizzazione con le lettere E-F, necessaria per permettere l’accesso ai rimanenti terreni di mia proprietà che sarebbero per rimanere interclusi a seguito della cessione di area a favore di Codesto Comune”. Nel 1966 le altre due strade della lottizzazione rimaste di competenza della Sig.ra Tonini sono praticamente costruite e si può considerare conclusa l’urbanizzazione a carico della lottizzazione privata.


4 - Intervento del Comune.

Le vicende relative alla urbanizzazione delle aree cedute al Comune sono più complesse.

Il 5 marzo 1963 è approvata dal Parlamento la legge 246 che istituisce una imposta sugli incrementi di valore delle aree fabbricabili e introduce una nuova opportunità di esproprio da parte del Comune con il seguente articolo 13: “I Comuni, anche ai fini di formarsi un patrimonio di aree fabbricabili per favorire lo sviluppo edilizio, urbanistico ed economico del loro territorio, hanno facoltà di acquistare le aree, oggetto della dichiarazione” di incremento del valore delle aree, “al valore, dichiarato agli effetti dell’imposta, maggiorato dagli interessi legali dalla data della dichiarazione a quella in cui l'indennizzo si renda esigibile per l'espropriato. La deliberazione di acquistare deve essere notificata entro 12 mesi dalla dichiarazione del contribuente.In mancanza di adesione degli aventi diritto il Comune può, entro i successivi 6 mesi, promuovere l’espropriazione delle aree al valore dichiarato. II decreto di espropriazione deve essere emesso dal prefetto, entro un anno dalla richiesta, previo deposito dell’indennità da parte del Comune espropriante.

Il Comune di Pistoia decide di avvalersi della facoltà concessa dalla legge 246 per tentare di governare la casuale e confusa localizzazione delle attività economiche sul territorio e poter fornire aree edificabili a basso prezzo. Pertanto la Giunta Municipale del 13 gennaio 1965 rilevato " che attualmente l'Amministrazione assiste alla disseminazione e dispersione nel territorio di tutte le iniziative proprie di questo settore senza poter intervenire con un valido mezzo di guida quale ad esempio una efficace politica delle aree; che pertanto si rende necessario, al fine di un coordinato utilizzo delle iniziative in questa particolare branca dell'economia cittadina, poter disporre di un demanio di aree da cedere a basso prezzo, comprensivo del semplice costo di acquisizione e urbanizzazione; considerato l'opportunità di avvalersi a tale scopo delle disposizioni dettate dalla legge n. 246; visto che tra i contribuenti tenuti a denunciare le aree a loro intestate figura la Signora Maria Vittoria Tonini la quale, in data 23 gennaio 1964, ha dichiarato gli incrementi di valore realizzati per mancata utilizzazione durante il periodo 1 gennaio 1953 - 3 giugno 1963, delle aree fabbricabili ad essa intestate, per complessivi mq 728.497, poste in Pistoia, parte in località S.Agostino e parte in località Gora e Via Erbosa; ritenuto l'opportunità di procedere all'acquisto di circa 60.000 mq del terreno che la Signora Tonini possiede in località S.Agostino al prezzo dalla stessa dichiarato nella suddetta scheda di denuncia; delibera di avvalersi della facoltà accordata dalla più volte richiamata legge nei confronti della Signora Tonini; di stabilire altresì, in mancanza di accettazione da parte della interessata entro i termini di legge, di promuovere l'espropriazione delle aree oggetto del presente provvedimento al valore dichiarato."

La deliberazione viene notificata all'interessata il 21 gennaio 1965 e, dopo laboriose ma rapide trattative, già nel luglio 1965 la proprietaria "dichiara di obbligarsi irrevocabilmente a cedere al Comune di Pistoia i terreni ad essa appartenenti in Pistoia frazione di S.Agostino".

Il 20 settembre 1965 il Consiglio Comunale, visti gli accordi intercorsi li formalizza deliberando di “acquistare dalla Sig.ra Tonini una superficie di terreno posta a sud della Via di S.Agostino (fig.5) formata da due corpi, il primo di forma pressochè rettangolare posta in angolo con la Via di S.Agostino e una strada di lottizzazione(…); il secondo corpo è posto all’interno di più vaste proprietà di forma poligonale irregolare”. Detta area è rappresentata al catasto da 8 particelle per una superficie complessiva di 55.000 mq.

Il contratto definitivo viene stipulato il 28 febbraio 1966.

I terreni acquistati interessano una superficie di 55.223 mq, di cui 9.378 destinati alla viabilità (una parte della quale, per mq 1.048, già eseguita dalla Sig.ra Tonini) e mq 45.845 di area vendibile; si prevede la realizzazione di 41 lotti di circa 1000 mq ciascuno attorno alla viabilità già definita con la precedente lottizzazione.

Il Comune ritiene di poter procedere alla assegnazione dei terreni e il Consiglio Comunale (18 luglio 1966, delibera n. 217) decide: “di nominare una commissione col compito di elaborare i criteri per la vendita dei lotti, di delegare la Giunta ad approvare i criteri suggeriti dalla Commissione e di precisare che la successiva assegnazione dei lotti sarà effettuata su proposta della stessa commissione integrata da due rappresentanti delle categorie artigiane."

I criteri per la vendita dei lotti, sono predisposti dalla Commissione Consiliare e approvati con delibera della Giunta (n. 2030 del 19 ottobre 1966). Tra i vari criteri indicati si riportano i seguenti: “La vendita dei lotti sarà fatta esclusivamente a piccole e medie imprese artigianali e industriali regolarmente iscritte con preferenza a quelle residenti nella Provincia di Pistoia(…). La vendita viene effettuata per lotti di mq 1000 cadauno(…). Nel caso in cui i lotti non venissero utilizzati integralmente il Comune potrà tornarne in possesso(…). Gli assegnatari dovranno completare la costruzione dei laboratori entro 3 anni dalla data di stipulazione del contratto(…). Salvo il caso di cessata attività, è vietata la cessione a terzi del terreno e del laboratorio prima del decorso di sette anni dall’acquisto(…). L’indice di fabbricabilità è fissato in misura totale minore o uguale a 6.”

L’assessore, nella sua introduzione al Consiglio del 18 luglio '66, aveva proposto di approvare lo schema di lottizzazione predisposto dall’Ufficio Tecnico che di fatto consisteva in una ridelimitazione dei lotti sullo schema viario della lottizzazione Tonini; ma tale approvazione non era stata formalizzata con le procedure previste dalle norme e presenta lacune tecniche soprattutto per quanto riguarda le attrezzature pubbliche.

Pertanto la Giunta Provinciale Amministrativa (GPA) di controllo sugli atti comunali rinvia la delibera della Giunta perché "la sezione urbanistica del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Firenze, cui il provvedimento era stato inviato per il necessario parere, trattandosi di lottizzazione, ha fatto presente l'opportunità che sia predisposto uno studio particolareggiato della zona, in modo da prevedere le aree pubbliche necessarie alla viabilità ed ai parcheggi indispensabili anche in un complesso industriale ed artigianale; e ciò in considerazione non soltanto di ragioni urbanistiche, ma anche del fatto che i terreni sono di proprietà comunale e quindi più facilmente inquadrabili in un piano organico che disciplini la distribuzione dei lotti, la viabilità e l'edificazione". Insomma la Sezione Urbanistica del Provveditorato non ritiene sufficiente la lottizzazione elaborata dai privati ma richiede un atto urbanistico di iniziativa comunale formalmente rispondente alla prescrizioni di legge. Si rileva inoltre che la disciplina urbanistica deve essere definita prima di dar corso alla vendita dei lotti per quantificare la spesa, la sua copertura e le conseguenti tariffe di vendita dei lotti, ed infine invita l’Amministrazione Comunale “ad approvare la disciplina urbanistica della zona; ad approvare le tariffe di vendita dei lotti comprensive del valore dei terreni e della quota parte di urbanizzazione cui dovrebbe provvedere il Comune; a riapprovare le norme di cessione dei terreni stessi” per le quali si avanza una serie di prescrizioni.

Il nuovo regolamento di assegnazione che tiene conto delle osservazione della GPA è approvato dal Consiglio Comunale il 25 settembre 1967.

"La vendita dei lotti sarà fatta esclusivamente a piccole e medie imprese artigiane(...). La vendita viene effettuata per lotti di mq 1000 cadauno." Si possono richiedere più lotti, in previsione di futuri sviluppi.

"Gli assegnatari dovranno completare la costruzione dei laboratori entro tre anni dalla data di stipulazione del contratto(...). Se la costruzione non viene iniziata entro due anni, il Comune ha facoltà di rientrare in proprietà della superficie venduta(...). Salvo i casi di cessazione dell'attività, è vietata la cessione a terzi(...).

La commissione nell'assegnazione dei lotti dovrà attenersi ai seguenti criteri di priorità:

a) trasferimento dal Centro Storico della città delle aziende rumorose o moleste e di quelle che operano in condizioni antigieniche;

b) impianti di attività produttive di difficile insediamento nelle zone residenziali; e) nuovi insediamenti capaci di provocare maggior incremento di occupazione.

Sempre in ottemperanza alle osservazioni di carattere urbanistico della GPA, l'Ufficio Tecnico del Comune provvede, il 15 novembre 1967, alla nuova stesura della lottizzazione (fig.4) che in sostanza è uguale alla precedente ma con disegni più rigorosi e con l’aggiunta dei parcheggi: uno grande per gli autotreni (in una vasta zona adiacente al futuro collegamento con la Via Pratese) ed altri privati a servizio dei vari lotti (da ricavarsi a margine della viabilità mediante sistemazione in tal senso della fascia di rispetto di mt 3 antistante i futuri fabbricati).

Alla lottizzazione sono allegate le valutazioni dei costi dei terreni e delle relative opere di urbanizzazione primaria che saranno effettuate per stralci funzionali, provvedendo al finanziamento di volta in volta con gli introiti della vendita dei lotti e configurando così una vera e propria partita di giro. Si precisa anche che gran parte delle opere di urbanizzazione sono già state eseguite dal lottizzante privato e quindi alcuni lotti sono immediatamente alienabili facilitando così, con un primo possibile realizzo l’avvio dell'urbanizzazione.

Ma le cose non si risolvono. La delibera di assegnazione di un lotto viene bloccata dal Provveditorato che insiste per applicare la procedura urbanistica della nuova legge entrata in vigore da pochi mesi (n.765/1967) ed inviare tutte le delibere e gli elaborati tecnici al Ministero, Sezione Urbanistica Regionale, per le relative approvazioni.

Questo atteggiamento provoca vive proteste dalle associazioni degli artigiani con una lettera molto polemica al Provveditorato del marzo 1969: "dobbiamo presumere che se due anni sono stati necessari a cotesta sezione per rendersi conto della propria 'incompetenza non basti un tempo doppio a coloro che a Roma dovranno giudicarla nel merito!". Anche il Comune reagisce vivacemente con una lettera del 2 aprile 1969: "non si comprendono e codesto Provveditorato non li chiarisce i presupposti che giustifichino un iter così complicato: dalla circolare emanata dal Ministero a chiarimento della legge 765 non appare possibile assimilare l,’iniziativa in discussione ad una lottizzazione di iniziativa privata; non si vede come e con chi dovrebbe essere stipulata una convenzione circa gli oneri di urbanizzazione. D’altra parte si fa rilevare che i lotti vengono venduti corredati di urbanizzazione primaria per la quale esiste regolare progetto e perizia di spesa. In ogni caso, anche se si volesse assimilare l’intervento in discussione ad una lottizzazione si fa notare che i termini di approvazione sono abbondantemente scaduti e di conseguenza le deliberazioni debbono essere considerate approvate.” Si aggiunge inoltre che l’intervento comunale ha “lo scopo dichiarato e molto importante di attuare il PRG del Comune di Pistoia favorendo… l’esodo dalla città murata di tutte quelle attività che, lungi dall’essere caratterizzate, provocano esclusivamente problemi insolubili di traffico e rumorosità e che , in mancanza di alternative svincolate dalla speculazione edilizia continuano a condizionare pesantemente la vita della città. Appare abbastanza oggettivo che un intervento di questo genere deve poter essere attuato tempestivamente se non altro per i costi di urbanizzazione…Se si considera che questa operazione è iniziata nei 1965 e alla data odierna appare ben lungi dall'essere conclusa non si può che dedurre con notevole dose di amarezza che qualunque tipo di pianificazione urbanistica rischia di rimanere sempre avulsa dalla realtà oggetto dell'intervento a causa dei suoi termini di attuazione."

A seguito delle proteste la situazione si risolve il 9 maggio 1969 con l’approvazione, da parte della GPA, della delibera comunale approvata nel settembre del 1967.

Il 22 settembre 1969 il Consiglio Comunale delibera la ratifica dei prezzi di cessione dei lotti fissati in 2.980 lire a mq. La delibera è approvata nello stesso mese dalla GPA.

La Commissione intanto lavora per esaminare le domande degli artigiani e predispone una graduatoria che consente l'assegnazione di 23 lotti a 20 artigiani. Le specifiche delibere di assegnazione sono assunte dalla Giunta Comunale nella seduta del 18 febbraio 1970.

Si assegnano dunque gran parte dei lotti disponibili ma l'urbanizzazione realizzata dai lottizzanti privati (Sig.ra Tonini) consente l’accesso solo ai primi lotti vicino alla Via di S.Agostino, mentre gli altri terreni non sono ancora accessibili e non è dunque possibile avviare la costruzione dei capannoni artigianali. Le strade della lottizzazione Tonini sono state in gran parte realizzate ma mancano ancora i collegamenti principali con l'Arcadia e con la Via Pratese, sicché l'accesso alla lottizzazione è garantito solo dalle due strade che si distaccano dalla via di S.Agostino; ma la vendita delle aree al Comune ha spaccato in due la lottizzazione (Fig.5) e tutti i lotti a sud risultano non raggiungibili. E' quindi assolutamente urgente realizzare interamente le strade previste nella parte centrale della lottizzazione di competenza comunale.

Nell'aprile del 1970 l'Ufficio Tecnico compila un progetto, comprendente i quattro tronchi di strada che riconnettono la viabilità già realizzata dai lottizzanti privati. I lavori relativi, approvati dal Consiglio nello stesso mese, sono assegnati tramite licitazione privata all'Impresa Vescovi, iniziano il 22 marzo 1971 e sono terminati il 3 luglio dello stesso anno, cinque anni dopo la conclusione dell’urbanizzazione eseguita dai privati.

Con questo intervento si conclude la costruzione della viabilità prevista dall’originaria lottizzazione Tonini.


5 - Lottizzazione Vannucci.

Il terzo proprietario dei terreni destinati dal PRG ad artigianato e piccola industria che prende l’iniziativa di avviare una lottizzazione è il sig. Vannucci che presenta la relativa domanda nel giugno 1967.

La lottizzazione interessa i terreni posti fra la lottizzazione Fedi e la circonvallazione est, con una estensione di mq 449.735 (Fig.5). La relazione tecnica allegata alla domanda riassume i concetti informatori del progetto:

la nuova rete viaria è costituita da una sola strada principale con asse nord sud derivata, con appositi imbocchi a grande raggio e spartitraffico, dalla Via di S.Agostino; detta strada della larghezza di 10 metri, con una zona a parcheggio ai due lati larga metri 4, attraversa la strada di previsione del PRG parallela alla Via di S.Agostino (Via Fermi) e prosegue con asse spostato sul restante terreno per concludersi con un vasto piazzale a sud al limite della proprietà stessa(…). I tipi edilizi dovranno rispettare le caratteristiche previste per tale zona già notevolmente urbanizzata con abbinamento di fabbricati per piccole industrie e sovrastanti quartieri di abitazione, elevati di massima su due piani. Tali edifici, preferibilmente isolati, dovranno essere arretrati di metri 4 dalla zona di parcheggio(…). Per la rete fognaria si prevede un collettore centrale che scarica nel torrente Brana, costituito da tubo di cemento che convoglierà le acque bianche e nere (già depurate dalle singole fosse biologiche) ad una grande fossa settica posta nel piazzale”(…). I lotti edificabili assommano a n.24 con superfici variabili da mq 1750 a mq 2500 ciascuno(…). Il terreno occupato dalla rete viaria ascende ad un totale di mq 5488, e quello soggetto ad esproprio per la futura strada di PRG a mq 1286”.

Il primo tratto di strada fra la Via di S.Agostino e la Via Fermi viene costruito nel 1968 mentre l'altro tratto, a sud della Via Fermi, subisce modifiche e non si realizzerà mai perché tutto il terreno relativo sarà ceduto e utilizzato da una rivendita di legnami in un unico lotto prospiciente la Via Fermi.

Con la realizzazione della strada della lottizzazione Vannucci (attuale Via Galvani) nel 1968 e i tronchi centrali delle lottizzazione del Comune nel 1971 si concludono le tre lottizzazioni avviate e la zona appare largamente urbanizzata e costruita (Fig.7); ma rimangono ancora da realizzare una vasta area centrale, comprendente tutta la Strada di PRG che collega la Via di S.Agostino alla Via Fermi (Via Copernico), alcuni tratti della Via Fermi e soprattutto le tre strade principali che collegano l’area al territorio circostante e alla città: la tangenziale est, il collegamento della Via Fermi col Viale Arcadia e il collegamento con la Via Pratese (Via Cellini).


6 - Completamento della Via Fermi.

La realizzazione del tratto della Via Fermi che va dalla Via Galvani alla Via Copernico è realizzato dai frontisti per una condizione imposta al permesso dei lavori: “durante il corso dei lavori di costruzione del fabbricato dovranno essere completate le opere di urbanizzazione primaria mancanti per quanto attiene la strada di PRG sul fronte nord”. I lavori sono effettivamente compiuti assieme alla realizzazione degli edifici - dopo alcune controversie - nel 1976. Si completa così anche l’ultimo tratto della Via Galilei a sud che chiude il collegamento con le strade della lottizzazione Tonini.

Il progetto del ponte sul torrente Brana, necessario per completare il collegamento con il Viale Arcadia, viene approvato dal Consiglio Comunale nell’aprile 1976. I relativi lavori sono appaltati all'Impresa Sorini e, iniziati nell'ottobre dello stesso anno, sono terminati il 25 febbraio 1978.

L’ultimo tratto della Via Fermi ancora mancante viene realizzato dal Comune. Il Consiglio Comunale del 2 agosto 1976, con delibera n.700, stabilisce quanto segue: "Premesso che la Via Fermi, asse principale longitudinale della zona artigianale di S.Agostino, è già stata costruita per circa il 90% della lunghezza del tratto che va dal raccordo con il Viale Arcadia all'innesto con la futura tangenziale est, e cioè per tutto il tratto lungo il quale sono stati edificati fabbricati industriali; che per completare il tronco occorre ancora costruire due brevi tratti: il primo, costituito dal ponte sul torrente Brana per il raccordo con il Viale Arcadia; il secondo, da un tratto intermedio della lunghezza di 95 metri. Per il primo dei due tronchi è stato da tempo redatto apposito progetto, per il secondo è stata redatta la presente perizia per un importo di 22,5 milioni di cui 7,7 per espropri". Il Consiglio approva il progetto relativo a questo piccolo tratto: si espropriano i terreni necessari e si assegnano i lavori a licitazione privata alla Impresa Sorini che li inizia nell'agosto 1979 e li termina nell'ottobre dello stesso anno.


7 - Completamento della Via Cellini.

Il 25 febbraio 1964 la Commissione Edilizia approva una lottizzazione per la costruzione di capannoni artigianali su un terreno di forma quadrangolare posto a nord della Via della Fortezza (Fig.6) di proprietà della Sig.ra Andreini Olga. La lottizzazione prevede la costruzione di un tratto, circa 150 metri, della nuova strada di PRG, che dalla Via Pratese si collega con la Via Fermi. I lavori eseguiti dalla Impresa Vescovi di Lamporecchio sono terminati nel dicembre dello stesso anno. Il tronco costruito si ferma all’incrocio dell’altra strada di PRG proveniente dalla Fortezza.

Un secondo tratto della Via Cellini, a nord fra la Via Fermi e il ponte sul torrente Brana è realizzato dalla lottizzazione Tonini e dal Comune nel 1971.

Per il completamento della Via Cellini mancano quindi il ponte sul torrente e un piccolo tratto di strada. Il Consiglio Comunale del 23 marzo 1970 approva un progetto redatto dall'Ing.Innocenti che prevede: "la costruzione di un ponte in cemento armato a tre luci per il superamento del torrente Brana della lunghezza complessiva di metri 30…; la costruzione di un tronco stradale di caratteristiche uguali a quelle del tratto già in esercizio, della lunghezza di metri 180 completo di marciapiede e di pavimentazione del tipo a semipenetrazione." La spesa complessiva ammonta a lire 30 milioni.

I lavori relativi sono assegnati a licitazione privata alla Impresa Sorini e iniziati il il 7 agosto 1972.

In sede di approvazione della delibera consiliare la Prefettura prescrive “la rettifica e la sistemazione del torrente Brana nella zona attraversata secondo un progetto che dovrà essere preventivamente approvato dall’ufficio del Genio Civile”. Pertanto si procede alla progettazione di tale rettifica; e, acquisito il parere relativo del Genio Civile, si assegnano anche questi lavori alla Impresa Sorini che li inizia nell'aprile 1973. Nel luglio dello stesso anno sono praticamente terminati tutti i lavori per la costruzione del ponte, della strada e della rettifica del torrente e la Via Cellini può essere aperta al traffico.


8 - Via Copernico.

L'ultima strada della zona prevista dal PRG con andamento nord-sud fra la Via di S.Agostino e la Via Fermi si realizza molto più tardi. I terreni intorno sono frazionati e venduti per la costruzione di capannoni artigianali senza che si sia proposto un progetto di lottizzazione. Pertanto il Comune, nell'agosto 1979, invita le ditte interessate alla costituzione di un consorzio"al fine di realizzare la strada che collega la Via di S Agostino con la Via Fermi e legittimare il rilascio delle concessioni ".

Il Consorzio si costituisce nel luglio 1982, chiede e ottiene la concessione edilizia per la realizzazione della strada che è effettivamente terminata l'anno successivo.

Con la realizzazione della Via Copernico sono completate le opere di urbanizzazione primaria della zona artigianale. Gran parte dei capannoni previsti sono già stati costruiti e gli altri lo saranno negli anni successivi (Fig.8), portando il numero complessivo a 110 edifici ove si svolgono piccole e piccolissime attività artigianali, commerciali e di servizio che si sono poi modificate e moltiplicate, creando seri problemi di funzionalità alle fognature (che sono state ristrutturate) ma soprattutto alla viabilità. La zona appare assolutamente intasata dalla quantità di traffico, dalla mancanza di parcheggi e dal disordine delle funzioni e necessita di urgenti e radicali interventi di razionalizzazione.