Carne da amianto

Altra splendida puntata di Blu Notte domenica scorsa. In questa terza puntata (qui visibile in streaming) del nuovo ciclo, Carlo Lucarelli ha raccontato delle migliaia di lavoratori degli stabilimenti Eternit morti di tumore – loro, i loro famigliari, gli abitanti dei paesi vicini agli stabilimenti. La formula del programma è sempre quella: Lucarelli racconta inframezzando il suo narrare con interviste ai protagonisti dei fatti, spezzoni d’epoca, ricostruzioni filmate, pareri di esperti.
In questo caso, la parte più significativa sono le testimonianze dei sopravvissuti alla vera e propria epidemia causata dall’amianto – un’epidemia tuttora in corso anche se l’amianto non si usa più da 20 anni: il tempo di "incubazione" può essere infatti lunghissimo; il picco di casi di tumori si avrà verso il 2012.

Carlo Lucarelli sta facendo un lavoro davvero encomiabile. La memoria storica recente, in tv, la tiene viva solo lui, mi pare (e le reazioni stizzite dei portaborse di Berlusconi, dopo la puntata sui rapporti tra mafia e politica, lo dimostrano).

Anche noi, anche noi le tv!

D’Alema annuncia giorni fa la nascita di una "sua" rete televisiva ("Red", come l’associazione-corrente del lider Massimo), e oggi Veltroni lancia "YouDem", la tv del Partito Democratico (dal 14 ottobre e aperta ai filmati amatoriali, come Current).

Cioè, invece della legge sul conflitto di interesse questi hanno deciso di farsi un conflitto di interessi proprio.

(YouDem sarà "una vera e propria piattaforma che comprenderà un quotidiano on line e una radio, il tutto, con uno stile che ricalca da vicino il mondo del web 2.0". Non so se offrire consulenza o cominciare a ridere.)

Pubblicità, senso delle /7

Il biglietto per tua sorella di 20 anni, ci vuole la carta di credito;
un regalino a tua sorella di 20 anni, pure;
poi la devi portare al ristorante, ‘sta principessina-sul-pisello di tua sorella di 20 anni, e pagare.
E considera che sei sua sorella!


Cioè, se tanto mi dà tanto, per trombare quella stronza della sorella di 20 anni bisogna essere miliardari.

Dalla rete alla tv

Napoletone su RaiUno

La gaffe del manager Telecom Luca Luciani, dopo esser stata tolta da YouTube, si è propagata per la rete (tornando pure su YouTube, ovviamente). Al punto che oggi, a Domenica in, Giletti ha organizzato uno di quei dibattiti-spazzatura che fanno lì proprio partendo dal video di Luciani, e chiosando pure che "questo top manager, pensate, guadagna qualcosa come un milione di euro all’anno!".

Sorvolando sul dibattito-spazzatura (cui partecipavano, tra gli altri, Flavia Vento e Giovanni Rana – per dire), è interessante notare come la diffusione in rete abbia fatto raggiungere a quell’argomento la "massa critica" di notorietà per cui se ne può parlare anche su Rai Uno senza timore di fare diffamazione – e senza nemmeno chiamare il diretto interessato.

La notizia fantasma

Non so, da ex-giornalista io queste cose non le digerisco.

Tg1 delle 20. Passati i primi servizi, va in onda l’anarchia della stupidità. 3 minuti di Tg1 delle 20 sono dedicati infatti ad un servizio che parla di una casa coi fantasmi.
Ok, sono le solite notizie di alleggerimento, di "costume". Sì, però in questa casa (una casetta di campagna, neanche antica) ciò che "accade" sono degli scricchiolii. Wow! Ma anche questo lo dice solo il proprietario; i vicini smentiscono.
La diocesi locale (Spoleto) non ne sa niente. Esperti? Non se ne sentono.
Insomma, non solo una notizia ridicola, ma fatta di niente, neanche di frottole.
Tre minuti di Tg1 delle 20 per vedere suggestive inquadrature dell’aia, della suocera, del proprietario che dice che vuol chiedere i danni a quello che glie l’ha venduta…

O le notizie del Tg1 sono scelte aprendo a caso un elenco del telefono a caso ("Pronto, signor Tizio? È il Tg1. Le è successo niente che possiamo mettere nell’edizione principale del primo tg italiano?"), o il tizio della casa è parente/amico di qualcuno.

Il compagno Michele Cucuzza quando era ggiovane

Milano, marzo 1978, l’assassinio di Fausto e Iaio. Storia brutta e nota (nota ma senza colpevoli).
Nei commenti di questo post di Sandrone Dazieri viene fuori che nella radiocronaca dei funerali di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, fatta da Radio Popolare, c’era lui, il Cucuzza. Non lo sapevo! Nella registrazione della trasmissione di allora (sempre dal post di Dazieri) la voce del conduttore di La vita in diretta è ben riconoscibile.
Le cose che dice, un po’ meno. 🙂