Le grandi battaglie della sinistra italiana!
Appello e raccolta di firme de L’Unità: “Salviamo la Melevisione!“.
Perché bisogna mettere dei paletti a questa destra antidemocratica e reazionaria!
Pazienza se imbavagliano Santoro, se la tv è in mano ad uno solo (e poi il conflitto di interessi non è una priorità, come dice D’Alema), se Minzolini e gli altri servi di B. gareggiano con Fede nel falsare la verità.
LA MELEVISIONE NO!
E aggiungiamo che Julia e Domenica Sprint NON SI TOCCANO!
Lettori forti, lettori fortissimi e superlettori
Su Repubblica di giovedì scorso si intervista Gian Arturo Ferrari (già direttore della divisione libri della Mondadori) sul nuovo Centro per il libro e la lettura creato da alcuni ministeri del governo vigente, dall’Associazione degli editori italiani e dall’Associazione liberi esercenti.
Questo Centro farà le solite cose per incentivare la lettura (libri in regalo, sconti, iniziative sui giovanissimi) e, bon, vedremo. Ma non è di questo che volevo dir due cose. Nell’articolo ci sono anche i soliti dati (però aggiornati, credo) sulla lettura in Italia e sul mercato dell’editoria. Da cui si vede che i lettori italiani sono 19 milioni (15 milioni “saltuari”, 4 milioni “abituali”), cioè il 38% della popolazione che sa leggere (credo che la popolazione cosniderata, di 50 milioni, sia quella degli over 14).
L’altro 62% di italiani non legge mai. Neanche un libro l’anno. E, bon, si sapeva.
Tra i “lettori” (questi 19 milioni di italiani), 15 milioni leggono da 1 a 5 libri l’anno (“lettori deboli” e “bordeline” [sic]). In media, questi leggono quindi 40,1 milioni di libri. (*)(**)
I lettori “medi” (3.250.000 persone che leggono da 6 a 10 libri l’anno(***)), leggono invece, in media 26 milioni di libri l’anno.
I lettori “forti” (550.000 che leggono da 11 a 20 libri l’anno), leggono in media 8,5 milioni di libri l’anno.
Per i lettori “fortissimi” (200.000 che leggono oltre 20 libri l’anno), il calcolo si può fare solo con una congettura. Quanti libri leggono,in media, queste 220.000 persone? Il range dei campi precedenti raddoppia ad ogni passaggio (approssimando al numero intero). Se raddoppiamo anche il campo “lettori forti”, si può ipotizzare che i “fortissimi” vadano da 21 a 40 libri letti l’anno (lasciando fuori i “superlettori” che vanno oltre i 40, quei malati! ^^). Con questa congettura, il numero di libri letti dai 220.000″fortissimi” è di 6,7 milioni.
Gli esiti di questa serie di approssimazioni: 1) In Italia si leggono circa 81,3 milioni di libri l’anno. 2) I lettori “bordeline”, “deboli” e “medi” rappresentano l’81,3% del consumo di libri l’anno. 3) noialtri malati che leggiamo più di 40 libri l’anno – seguendo l’andamento della curva – saremo, boh, qualche decina di migliaia.
(*) Ho unito i due campi per avere una curva più regolare.
(**) Nella tabella c’è un errore: le percentuali della colonnina di destra sono sul totale della popolazione, non sul totale dei lettori.
(***) Altro errore: nella tabella sta scritto che i lettori medi leggono “da 6 a 20 libri l’anno”: immagino sia un errore: han messo 20 invece di 10.
Letture 2009
La gran parte di ciò che ho letto nel 2009 è roba di pura evasione. La saggistica, con poche eccezioni, è rimasta in attesa. Ci sarà un perché.
Ho esaurito Pratchett, letto/riletto parecchia fantascienza classica e persino tutta la saga di Harry Potter.
La gran parte di queste letture, inoltre, sono ebook, letti con il Sony Reader. (Tra un paio di giorni mi arriva il Kindle e saprò dire le differenze, specie come usabilità.)
Dei titoli – elencati sotto – metto in evidenza questi qua:
Alcide Cervi e Renato Nicolai, I miei sette figli.
Ralf Dahrendorf, Quadrare il cerchio.
Georges Perec, 53 giorni.
Paolo Albani, Dizionario degli istituti anomali nel mondo.
Terry Pratchett, Going postal.
Giorgio Caproni, Il conte di Kevenhüller.
Vorrei dire due cose su ciascuna di queste letture, ma ora sono in ozio totale. Magari domani.
Letture 2009:
Terry Pratchett, Guards! Guards!.
Poul Anderson, Quoziente 1000.
Robert Sawyer, La genesi della specie.
J.K. Rowling, Harry Potter e i Doni della morte.
J.K. Rowling, Harry Potter E Il Principe Mezzosangue.
J.K. Rowling, Harry Potter E L’Ordine Della Fenice.
J.K. Rowling, Rowling Harry Potter e il Calice di Fuoco.
J.K. Rowling, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban.
J.K. Rowling, Harry Potter e la Camera dei Segreti.
J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale.
Giorgio Caproni, Il conte di Kevenhüller.
Raymond Queneau, La domenica della vita.
A cura di Elio Grazioli, Pop Art. Interviste di Raphael Sorin.
Alcide Cervi e Renato Nicolai, I miei sette figli.
Georges Perec, Teatro.
Ralf Dahrendorf, Quadrare il cerchio.
Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine.
Alessandro Barbero, Federico il Grande.
Georges Perec, 53 giorni.
Paolo Albani, Dizionario degli istituti anomali nel mondo.
Marco Damilano, Lost in PD.
Giuseppe Salvaggiulo, Flop. Breve ma veridica storia del Partito Democratico.
Alessandro Barbero, La battaglia. Storia di Waterloo.
Luciano Canfora, La storia falsa.
Aa. Vv., I giorni di Roma.
Alessandro Barbero, Benedette guerre. Crociate e Jihad.
Raymond Queneau, I fiori blu
Terry Pratchett, Piedi di argilla.
Terry Pratchett, Eric.
Terry Pratchett, Maledette piramidi!.
Terry Pratchett, Carpe jugulum.
Terry Pratchett, Soul Music.
Robert A. Heinlein, La Luna è una severa maestra.
Robert A. Heinlein, Fanteria dello spazio.
Terry Pratchett, Masquerade.
Margherita Hack, Qualcosa di inaspettato. I miei affetti, i miei valori, le mie passioni..
Terry Pratchett, The Sea and Little Fishes.
Terry Pratchett, Reaper Man.
Terry Pratchett, Wintersmith.
Terry Pratchett, A hat full of sky.
Terry Pratchett, The Wee Free Men.
Terry Pratchett, Witches abroad.
Terry Pratchett, Going postal.
Philip José Farmer, Il fabbricante di universi..
Alfred E. Van Vogt, Crociera nell’infinito.
Philip K. Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldritch.
Robert Silverberg, L’uomo stocastico.
Philip K. Dick, Il sognatore d’armi.
Clifford Simak, La casa dalle finestre nere.
GiuBe, Storia urbanistica di Pistoia2 – bozze.
Poul Anderson, Loro, i terrestri.
Robert Silverberg, l sogno del tecnarca.
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano.
Gordon R. Dickson, La missione del tenente Truant
James Gunn – Jack Williamson, Un ponte tra le stelle.
Arthur C. Clarke, Le sabbie di marte.
Philip K. Dick, Utopia andata e ritorno.
Philip K. Dick, Guaritore galattico.
Philip K. Dick, Cronache del dopobomba.
Robert Heinlein, I figli di Matusalemme.
Robert Sheckley, Gli orrori di Omega.
Arthur C. Clarke, Voci da terra.
Philip K. Dick, Occhio nel cielo.
Isaac Asimov, Paria dei cieli.
Giampaolo Dossena, Storia confidenziale della Letteratura italiana. 2 – L’età del Petrarca.
Ebook reader e costo dei libri di testo
Lo Stato italiano stanzierà nel 2010 103 milioni di euro per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo (lo prevede la Legge finanziaria che verrà approvata domani con voto di fiducia.
Quanto risparmierebbe, lo Stato, attuando subito quanto previsto dalla Legge 133/08, articolo 15¹? E quanto risparmierebbero le famiglie italiane, sul costo dei libri di testo?
La legge 133 non parla di ebook reader, ma questo strumento – ormai accessibile ad un costo ragionevole – è quello che permetterebbe di rendere praticamente attuabile l’uso di libri di testo in formato digitale, e di risparmiare ugualmente fin dal primo anno (molto di più gli anni seguenti, ovvio).
¹ Il testo dell’art.15 della Legge 133/2008:
Art. 15. Costo dei libri scolastici
1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista;
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.
4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.
Pupazzi istituzionali
Non desta più stupore ma merita una segnalazione la soave brutalità con la quale Berlusconi ha sputtanato, ieri, il suo Presidente del Senato Schifani: dopo avergli ordinato di richiamare all’ordine Fini, minacciando elezioni anticipate in caso di mancato allineamento al gregge, nel giro di 24 ore Berly ha tranquillamente smentito tale minaccia, ridicolizzando (ulteriormente) lo scodinzolante Renatino Schifani e dando un’altra picconata all’autorevolezza del Parlamento.
PD: le tre mozioni in due righe
Le 3 mozioni del PD al voto domani: in una ci sono ottime proposte ma gente impresentabile; in un’altra c’è gente credibile ma idee assurde.
Ah, sì, poi c’è Franceschini, non ne parliamo…!
Il Washington Post non si capacita
Anne Applebaum, editorialista del Washington Post, si chiede come sia possibile che Berlusconi continui ad avere il consenso degli italiani, nonostante “…has been accused of bribery, tax evasion, corruption and subversion of the press. His wife has left him on the grounds that he consorts with prostitutes and holds orgies at his villa in Sardinia. He makes embarrassing jokes (and then repeats them, as he did with the one about President Obama’s “suntan”) and periodically disappears to undergo more plastic surgery. He is at war with the Italian legal establishment, with almost all of the journalists who don’t work for him, and with the Catholic Church. Last week the Italian constitutional court lifted his immunity from prosecution, which means Italians can look forward to a whole new series of lawsuits and scandals.”
Le risposte che si dà l’editoriale del celebre giornale americano sono queste:
- Berlusconi ha colmato un vuoto, dopo Tangentopoli, con un’immagine rassicurante e stabilizzante, promettendo di sistemare tutto.
- Berlusconi ha tutte le TV.
- Berlusconi è un modello (ricchezza, spacconeria, maschilismo, calcio) in cui a molti italiani piace rispecchiarsi.
- Berlusconi promette di fare tutto lui, dice alla gente che possono disinteressarsi di tutto e pensare solo alle cose poco serie.
Direi che aggiungendo a questa analisi l’interesse economico che alcune minoranze vedono nella presenza di B al governo, il quadro è abbastanza veritiero.
(Nel frattempo Newsweek dedica vari articoli a B nell’ultimo numero, dicendogli “Silvio, it’s Time to Go!“; Per Le Monde, “Silvio Berlusconi veut affaiblir l’Etat pour “se sauver”“; il Guardian, giornale inglese conservatore (di Murdoch), ride di B: “Silvio Berlusconi: I am inferior to no one in history“.)
(E intanto B incarica la rossa Brambilla di istituire una task force per “bombardare la stampa estera di notizie veritiere” e bloccare così lo “sputtanamento” dell’Italia!
)
Dimissioni
Silvio Berlusconi, da tre giorni, è di nuovo imputato per corruzione e per appropriazione indebita.
In effetti era imputato anche prima. Ma una legge dello Stato – che ora sappiamo essere incostituzionale (e che è quindi abolita) – diceva che non si poteva giudicarlo finché era Presidente del Consiglio. Ora invece la Corte costituzionale ha stabilito che lo si può processare eccome.
La Corte ha chiarito infatti che, finché abbiamo questa Costituzione qua, non si può invocare una sorta di ragion di Stato per proteggere l’esercizio delle funzioni delle prime quattro cariche istituzionali dai processi intentati alle persone che occupano quelle cariche. L’investitura del voto popolare (indiretta, dato che quelle cariche sono votate dai parlamentari) non è il bagno salvifico che lava – seppur temporaneamente – dai reati compiuti da chi quelle cariche occupa (*).
Questo cambia un po’ le cose, rispetto a tre giorni fa. Silviolo era imputato anche tre giorni fa, certo, ma tre giorni fa lo si doveva considerare “lavato” (oltre che unto) dal popolo sovrano. Ora non più. Ora ora abbiamo un premier che sarà sottoposto a processo, per accuse gravissime, mentre è in carica.
Ferma restando la presunzione di innocenza, questo cambiamento di cose dovrebbe bastare perché i cittadini (una parte dei) e le forze politiche di opposizione tornassero a chiedere al premier di dimettersi per salvaguardare l’istituzione che rappresenta. Dico tornassero a chiedere perché chiaramente avrebbero dovuto chiederle subito, quelle dimissioni, all’apertura dei processi (una volta la gente si dimetteva per gli avvisi di garanzia, mi pare di ricordare) (**). Ma l’opinione pubblica, come si sa, è scomparsa dalla scena politica italiana. E la maggiore forza di opposizione non ha ancora deciso se fare opposizione o aspettare semplicemente le prossime elezioni.
“Che libito fe’ licito in sua legge/ per torre il biasmo in cui era condotta.”
Ciò nondimeno la sentenza con cui la Corte costituzionale ha liquidato il Lodo Alfano rappresentava un’occasione forte per attaccare il premier, per ricordare e denunciare con forza i suoi tentativi di porsi al di sopra della Legge facendo modificare la Legge stessa (come la Semiramide di Dante, “che libito fe’ licito in sua legge/ per torre il biasmo in cui era condotta”, Inf. V, 19) .
E poi, se questo non fosse bastato, ci sono state le immediate, gravissime dichiarazioni di B che ha sparato a zero contro la Corte costituzionale (“Non è più un organo di garanzia” ed è di sinistra), contro la Presidenza della Repubblica (viene dalla sinistra, “mi ha preso in giro“), contro la Magistratura in generale (“vuole sovvertire il risultato del voto“).
Il Capo del Governo che diffama e delegittima le altre principali cariche istituzionali della Repubblica! Non basta a chiedere le dimissioni? Per molti, no. Per il Partito Democratico, no. Lo scontro duro si preferisce evitarlo anche quando dalla maggioranza arrivano sganassoni e picconate ai fondamenti della democrazia.
Persino quando, subito dopo il verdetto dell Corte costituzionale, il Berlusconi Furioso ha telefonato in trasmissione a Porta a porta e si è lanciato in un monologo senza freni, ripetendo gli attacchi contro la Corte e Napolitano, nessuno dei politici di opposizione presenti in studio ha osato interromperlo e fargli notare la follia eversiva delle sue accuse; o lo ha sfidato (per dire) a chiedere le dimissioni di Napolitano e dei giudici costituzionali “di sinistra”, e salvaguardare così le istituzioni che questi rappresentano! Né Casini (e vabbè…) né Rosy Bindi hanno alzato la voce per fermare il monologo (la Bindi, che ha provato ad obiettare una volta finita la sfuriata, si è rimediata un insulto vergognoso – altro segno dell’arroganza di chi si sente padrone e al di sopra di tutti). B tira cazzotti, con l’efficacia comunicativa che tutti gli riconoscono, e gli altri incassano. Mantengono l’aplomb. Affrontano uno che lotta senza regole né rispetto come se facessero una canasta o una disputa accademica. Come se mancassero gli argomenti per rintuzzare le sparate di B!
No. Un giocatore rovescia il tavolo (da 15 anni) e noi che facciamo? Raccogliamo educatamente le carte.
Il PD, insomma, anche stavolta non ha minimamente attaccato B – tanto meno ne ha chiesto le dimissioni – rifugiandosi dietro svicolamenti tipo “Noi giudichiamo Berlusconi per l’azione del suo Governo, non per le sue vicende giudiziarie“. Ma dietro a questa posizione ufficiale c’è anche quella di chi le teme, le eventuali dimissioni di B! (Brr! Se si torna alle urne ora prendiamo una mazzata!). E c’è anche la posizione di chi dice “ma tanto lui non le dà, le dimissioni, che le chiediamo a fare?”. Ecco, un partito di opposizione che ragiona così, che fa calcoli di opportunità su qualunque cosa, che teme le elezioni, che rinuncia a dare voce all’indignazione di tanti cittadini e che non difende le istituzioni, ecco, quel partito ci ha rinunciato del tutto, a fare l’opposizione.
(*) I difensori di B hanno sostenuto che, stante l’attuale legge elettorale, il PresdelCons è come se fosse stato eletto direttamente dal popolo; il che avrebbe giustificato una diversa applicazione della legge nei suoi confronti. La Corte costituzionale ha detto (pare, si attende la motivazione) che non è vero. Ma, se anche fosse stato vero, non si capisce come ciò avrebbe giustificato il fatto che il Lodo Alfano si applicava anche ai Presidenti delle Camere e al Presidente della Repubblica, che eletti dal popolo non sono di sicuro, né formalmente né “come se”.
(**) Chiaramente la consuetudine di dimettersi in caso di beghe penali pesanti dà un potere considerevole al Potere giudiziario sugli altri due poteri dello Stato; e ciò avrebbe probabilmente bisogno di una regolamentazione (una volta c’era l’immunità parlamentare; e, nel caso di processi a ministri per atti compiuti nell’esercizio della carica, il tribunale era formato dalla Corte costituzionale, con un solo grado di giudizio). Senza rinunciare al garantismo, si potrebbe forse pensare ad una procedura di urgenza che permetta di chiarire in tempi brevissimi se le accuse a membri del Governo o delle istituzioni hanno un fondamento o meno. (Ricordiamo che Giovanni Leone, dimessosi per uno scandalo per il quale non fu neanche rinviato a giudizio, era innocente.)
Lodi a Corte
Comunque, senza sapere né leggere né scrivere, io ai tempi mi ero letto accuratamente la sentenza della Corte costituzionale che bocciava il precedente tentativo (Lodo Schifani-Maccanico); e poi mi ero letto accuratamente il Lodo Alfano. E in effetti in quest’ultimo testo le obiezioni di incostituzionalità sollevate dalla Corte parevano tutte aggirate.
Cioè, dovessi fare un totoverdetto sull’imminente verdetto – senza sapere né leggere né scrivere – direi che il Lodo Alfano passa.
Poi, spero di sbagliarmi.
Per altro, a me non pare neanche una legge scandalosa. La cosa scandalosa e inaccettabile è che questa legge venga fatta da uno che è sotto processo per evitare quel processo.
Non aveva un bell’aspetto
Sami Mbarka Ben Gargi era detenuto nel carcere di Pavia si riteneva innocente. Perciò aveva iniziato il 5 luglio uno sciopero della fame con l’intenzione di “lasciarsi morire”. In effetti martedì 8 è morto. Di inedia. Inutili i tentativi, evidentemente tardivi, di sottoporlo a flebo tramite TSO (Trattmento Sanitario Obbligatorio).
Senza entrare nel merito delle condanne per cui Ben Gargi era in carcere (finiva di scontare una pena per reati di droga, era in custodia cautelare per un’accusa di stupro), fa una certa impressione che un detenuto in un carcere italiano muoia per sciopero della fame.
Chiaramente, come ha sottolineato, per giustificarsi, il direttore del carcere, il 41enne tunisino aveva il diritto di rifiutare acqua e cibo. Sono d’accordo. Ciò che mi chiedo è dove siano quegli esponenti del centrodestra (e anche del centrosinistra) che si sono battuti leoninamente perché Eluana Englaro fosse nutrita a forza e artificialmente, che hanno votato compatti un Decreto legge respinto poi dal Presidente Napolitano, che hanno gridato (Quagliarella) che Eluana era “stata ammazzata”; e che hanno detto (Berlusconi) che andava tenuta in vita, nonostante avesse espresso una volontà in senso opposto perché “è viva, ha un bell’aspetto e potrebbe persino avere figli”.
Dove sono ora i cattolici scandalizzati e pronti a ficcare tubi in gola a chiunque osi rinunciare al dono divino della vita? Dove le Dorine Bianchi o le Paole Binetti? Non vedo le agenzie di stampa con i loro proclami dettati dalla coscienza…








