DFW/ Testimonianze 1

Uno studente nella classe di Scrittura creativa di Wallace:

"incidentally, this is apparently an issue he’s been dealing with for
some time. He took a medical leave of absence about three days before
classes began this semester (my roommate was supposed to have him),
and so someone else was assigned to teach in his place for the year.
"

(Dalla mailing list Wallace-l.)

Letizia

Io me li immagino, il disagio e il fastidio di Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti, sindaco di Milano, costretta ad onorare quell’ometto canuto e rompicoglioni, così cocciuto nell’opporsi al suo (di Letizia) padrone!, così antipatico nel voler continuare a campare fino a stamattina (e a tornare persino in tv, pochi mesi fa, a sottolineare la "svista" fascista del padrone, dalla Bulgaria…)!
Però, se sei il sindaco di Milano, c’è poco da fare: ti tocca. Perciò se il TG2 ti chiede un commento su Enzo Biagi(*):

"…Un vero milanese".


(*) Pianaccio di Lizzano in Belvedere, Appennino bolognese, 9/8/1920

Bye bye Clay, pilota da fumetto

regazoniQuel vecchio rompicollo di Clay Regazzoni stavolta se l’è rotto davvero, il collo: è morto infatti ieri a Parma l’ex pilota svizzero di Formula1. Naturalmente in un incidente d’auto; ma non in corsa.

Io, la F1, non la amo; anzi, mi fa quasi schifo.
Però di Clay ho un ricordo avvincente, dovuto essenzialmente a due ragioni: la prima è che Regazzoni e Lauda erano la coppia vincente della Ferrari anni ’70; per la precisione, Lauda era quello taciturno che vinceva, Clay era quello guascone e mattacchione che si piazzava. Da bambini, queste figure lasciano un segno.

Ma la seconda ragione del mio persistente ricordo è più pesante: Clay Regazzoni era un fumetto; cioè, era anche un personaggio dei fumetti; un personaggio di "Michel Vaillant", celebre fumetto di Jean Graton dal bel disegno pulito e luminoso e dallo stile avventuroso. Un delle peculiarità del fumetto di Graton è infatti l’inserimento di personaggi reali accanto a quelli immaginari, effetto ottenuto agevolmente grazie all’estremo realismo del tratto dell’autore.
Comunque, io all’epoca una persona vera dentro un fumetto non ce l’avevo mai vista! Ovvio che mi abbia colpito. Questo Regazzoni era un signore vero o una specie di supereroe? Era un pilota o la controfigura di Burt Reynolds? L’altro, Niki, quello con la faccia da topo, era il deuteragonista ideale della vicenda: taciturno, austriaco e seriosamente vincente. Ci fu uno sviluppo drammatico, in quella saga tra realtà e immaginazione: Lauda, in testa al mondiale, ebbe un brutto incidente al Nürburgring, e prese fuoco; gli bruciò mezza faccia e mezzi capelli e divenne una specie di mostro misantropo – almeno agli occhi di un bambino. Ma la parte più romanzesca della vicenda venne dopo: Lauda, ancora in corsa per il mondiale per effetto del vantaggio accumulato prima dell’incidente, venne spinto a riprendere le corse anticipatamente; ma non era più lo stesso pilota, dopo aver avuto mezza faccia bruciata dentro un’auto, e allora vinse l’altro, l’antagonista, un biondone inglese di nome James Hunt; e Clay ci mise solo il suo sarcasmo caustico. Una trama da manuale. Non era difficile pensare che quella realtà fosse un romanzo.