Quei privilegi romani che i leghisti non contestano

Chi ha o ha avuto a che fare con un’amministrazione comunale, grande o piccola, sa bene quanto pesante sia per qualunque amministratore rispettare il Patto di stabilità. Non importa quale sia il partito che governa quel comune: per tutti quell’obbligo è una forca caudina.

Ci si può quindi immaginare che i sindaci italiani abbiano appreso con lieve irritazione la notizia di un emendamento alla Finanziaria 2009 che esonera il Comune di Roma dal rispetto del PdS per quanto riguarda i 600-700 milioni previsti per i lavori della metro.

Certamente Sergio Chiamparino, sindaco di Torino(*), non è rimasto zitto di fronte a questo plateale favoritismo che il governo Berlusconi fa ad una giunta, quella di Roma, di destra: «La situazione è difficile per tutti – spiega – ma il governo Berlusconi ha aiutato Roma con 500 milioni, che sarà solo una prima tranche di soldi, senza che l´amministrazione di Alemanno abbia mai tirato fuori i documenti che dimostrino la reale esigenza di un aiuto così importante. Ora si consente alla capitale di investire senza vincoli per altri due anni, con la motivazione del presidente Giorgetti che così Roma può finanziare le nuove linee della metropolitana».

E colpisce duro, Chiamparino, quando fa notare che la Lega Nord, che tanto spesso parla di “Roma ladrona”, in questo caso non ha niente da obiettare a questo clamoroso aiuto regalato ad Alemanno: «Mi chiedo se i leghisti, dopo averci disgustato per anni con lo slogan “Roma ladrona”, ora siano passati a tenere il sacco. La questione del Nord per loro è forse solo una questione di folklore.»

I leghisti che “tengono il sacco“, che si fanno complici dei furti di Berlusconi (anche dell’operazione Nuova Alitalia, per esempio) è un’immagine che arriva chiara proprio all’elettorato della Lega.

(*) Non sarà un caso se proprio Chiamparino risulta uno dei tre sindaci più amati d’Italia in un recente sondaggio.

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