Fotonotizie

agosto 19th, 2008

La foto della prostituta gettata a terra inanimata nella caserma dei Vigili urbani di Parma ha fatto il giro dei giornali, la settimana scorsa. Qualche giorno di indignazione nella naturale, estiva penuria di notizie.
Quante prostitute sono state trattate da bestie, secondo voi? Oggi, nel passato recente, nella storia dello Stato di Diritto, quante volte le donne arrestate sul marciapiede vengono buttate in un carnaio, trattate in modo illegale (o costrette a fare un servizietto a qualcuno – ma questi sono i casi isolati, le "mele marce", chiaro)? Mah, secondo me, tante volte. Forse è quasi la norma; non mi sembra improbabile.

O forse no, forse quel tipo di violenze sono casi eccezionali. Ma la vicenda di Parma non ha avuto la prima pagina perché è un caso inaccettabile di abuso di potere e di maltrattamento. La foto, ha fatto la differenza.
Fosse stata solo una testimonianza, infatti, ad essa sarebbe seguita una smentita o un ridimensionamento da fonte ufficiale, e la notizia non sarebbe uscita neanche dalla cronaca cittadina.
La foto, invece, anche se la smentisci, fa effetto. La smentita di una foto (magari perché presa in un altro contesto o con un commento capzioso) non cancella la foto-notizia (a meno che non si dimostri la falsità o la manipolazione dell’immagine; e anche in quel caso, difficile annullare l’effetto della foto).

E’ come quando una telecamera imprevista immortala un gruppo di poliziotti che massacrano di botte un tizio a terra: le immagini fanno il giro del mondo. Senza immagini, niente notizia.

Nel caso di Parma, l’effetto-notizia è stato anche amplificato dal fatto che erano entrate da poco in vigore alcune nuove norme di "sicurezza" riguardanti nuovi poteri per i Sindaci e nuove competenze per i Vigili urbani: c’era un’attenzione particolare per cogliere in fallo i nuovi "sceriffi", diciamolo. Persino il Presidente del Senato ha deciso di dire la sua (anche se ricordiamo che come Presidente del Senato abbiamo al momento uno yesman di Berlusconi, uno che agisce esclusivamente a vantaggio proprio o del suo padrone). Una prostituta trattata come un cane in un altro momento e in un’altra caserma avrebbe avuto meno spazio e meno eco – anche con la foto.

Ma questo post non vuole evidenziare le ipocrisie dietro alla foto-notizia della prostituta di Parma. In effetti ciò che notavo è che le immagini hanno ancora un potere fortissimo nella comunicazione giornalistica. E dico "ancora" perché in effetti si potrebbe anche immaginare che, con la diffusione delle tecnologie digitali e con l’enorme aumento di immagini artificiali che ciascuno riceve ogni giorno, la credibilità e l’importanza delle singole foto-notizie potessero diminuire.
Invece no. La foto dice la verità. Mostra la realtà. Del resto, una foto falsa – ritoccata o creata ex novo – sarebbe scoperta e sbugiardata, immaginiamo.

Però gli strumenti di elaborazione delle immagini sono davvero molto più potenti, oggi.
Davvero nessuno avrà realizzato foto false però verosimili, foto che mostrano un fatto realmente accaduto, con estrema fedeltà alla realtà dei fatti, però fabbricate a tavolino? E la fiducia dell’opinione pubblica nelle notizie fatte con le immagini, continuerà a restare intatta?

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Feed dei commenti7 Comments

  1. nonsonocostante

    Gianni Berengo Gardin vorrebbe che le foto digitali pubblicate sui giornali avessero un qualche segno identificativo, in modo da distinguerle da quelle analogiche più facilmente manipolabili.

    ma credo che non esistano più fotoreporter che usano il film

  2. SENZAQUALITA

    lo sai, no? una foto (di cronaca, di costume, di guerra etc) può essere perfettamente autentica eppure artefatta, ovvero “costruita con artificio” – vai a capi’ quali sono le foto 100% vere e quali no! tocca fidarsi..e lasciarsi comunque coinvolgere, specie se l’effetto è evocativo e dirompente

  3. utente anonimo

    mi pare che la reuters l’abbia fatto più di una volta.

  4. pbeneforti

    sicuramente foto ritoccate ne vengono usate di continuo. immagini create ex novo, anche quelle.

    per esempio, la famosa foto coi forni crematori nazisti a cui fu aggiunto il fumo, è una foto ritoccata che mostra una cosa reale.

    il punto è che nessuno se lo chiede mai, se una foto su un giornale sia davvero una foto o un artificio grafico.

  5. Solitaire

    O forse se lo chiedono per le foto sbagliate, quando il preterito della starlette di turno risulta troppo alto e le poppe fuori misura.

    [Ot: tra le *Canzonette estive trash* del Tumblr ci sarebbero state bene “Miele” de Il Giardino dei Semplici e “Ragazzina” di Luca D’Ammonio…^^]

  6. utente anonimo

    il punto secondo me non è ritoccate “vero” ritoccate “falso”.

    il punto è “ritoccate”.

    se tu fotografi un incidente per farmelo vedere non ci sta che aggiungi/togli/ecc…in un senso o nell’altro hai falsato la foto. l’intenzione non è affare che mi riguardi. l’effetto in ogni caso è aver creato un falso.

  7. pbeneforti

    sì, ok, un ritocco – a parte l’editing normale – è falsificazione. ma ciò che notavo è che la fiducia nelle foto dei giornali sta nel fatto che si pensa che, se fossero falsificate in modo da mentire, lo si verrebbe a sapere (querela, smentita). però se una foto è ritoccata o inventata in modo da mostrare la verità (e non essere identificabile come falso), allora la querela/smentita non ci sarà.

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