Traboccamenti

Non so voi, ma io stamani, nel leggere di Berlusconi che, appena approvato il Lodo Alfano, dichiara "Finalmente sono libero dalle persecuzioni!", non so, ho avuto la sensazione di un vaso che trabocca. Non che questa ultima dimostrazione di sfacciata arroganza e di aperto inganno ("è una legge giusta, che c’è negli altri stati, non è fatta per me e io Silvio Berlusconi rinuncerò a farne uso") sia più grande di tante altre che costellano la carriera politica di Berly.
È solo una sensazione soggettiva di "ultima goccia". Una sensazione soggettiva e personale, chiaro. E poi comunque passa.

E Berluscolandia si allineò alla Grecia

Il Lodo Alfano – cioè l’immunità assoluta per le prime 4 cariche dello Stato – è legge da ieri (ed è in vigore da oggi, tanto per accelerare ancora). I contaballe professionisti al soldo di Berly hanno continuato a dire, in queste settimane, che leggi analoghe ci sono già "nelle altre democrazie occidentali".

Niente di più falso. Come ha scritto giorni fa Franco Cordero in uno dei suoi illuminanti e ironici articoli (che andrebbero letti e conservati anche solo per la prosa manganelliana), nessun paese si sogna di dare l’assoluta impunità al capo del Governo; pochissimi la danno al capo dello Stato (Francia, Portogallo e Grecia, in Europa). Ma de minimis non curat praetor.

Mitico Angelino!

Il (portavoce del) Ministro di Grazia e Giustizia Alfano ha spiegato oggi al Senato perché il Lodo Alfano sta per essere votato dal Parlamento con massima urgenza: "Questa legge non è né molto urgente né poco urgente: è una legge giusta e perciò l’abbiamo fatta".

Se ne deduce che le eventuali leggi o riforme urgenti possono aspettare perché… urgenti (e non abbastanza giuste?).

La cosa "giusta", chiaramente, è evitare l’imminente sentenza del processo contro Berlusconi per corruzione di testimone.

Vaffandito

In realtà Bossi, al suono dell’inno nazionale, ha alzato il dito indice. Basta guardare la foto.
Ok, il paraleader della Lega non ha il controllo completo dei suoi movimenti, si sarà sbagliato.
O forse si sono sbagliati su "Repubblica".

Placet

Papa Ratzy, dall’Australia, fa sapere al mondo (orbi) che i preti pedofili devono essere processati dalla Magistratura.  Bene! I giudici di tutto il mondo saranno felici di avere da oggi l’autorizzazione del Santo Padre per processare i clerici.
In realtà l’unico significato di questa dichiarazione è di ammettere che, fino ad oggi, la Chiesa si è guardata bene dal far giudicare dalla Giustizia i suoi membri colpevoli di quel reato, preferendo glissare e tacitare le vittime – o allontanare i colpevoli, quando non era più possibili nascondere i fatti –  cercando comunque in ogni modo di evitare i processi.

Il "nuovo corso" sulla pedofilia è tuttavia un fatto positivo: la Chiesa ammette la propria colpevole omertà e rientra nella legalità.

Angelino non è chiaro

Angelino Alfano, il (portavoce del) ministro per la Giustizia così ben ritratto in questa strip di Stefano Disegni, ha annunciato oggi l’inasprimento delle misure che costituiscono il regime carcerario duro, il cosiddetto 41bis. Nel dettaglio, in effetti, vengono elencati vari provvedimenti per isolare ancora di più i boss sottoposti al 41bis ed impedir loro le comunicazioni con l’esterno. Bene, ottima cosa.

Però l’argomento di una revisione del 41bis era stato sollevato qualche giorno fa a proposito non della poca efficacia dell’isolamento bensì del fatto che parecchi boss sono stati tolti dal carcere duro e rimessi nel regime ordinario.
Se nell’azione oggi annunciata dal (portavoce del) ministro c’è anche qualcosa riguardo a questo fatto, non è stato detto.