Scripta manent, sed verba vincunt
Nella società delle (tele)comunicazioni la trasmissione orale si prende una rivincita su quella scritta.
Berlusconi che parla al telefono con Saccà, chiede favori e ammette di star corrompendo un senatore poi non può dire che è stato frainteso e che è un complotto dei comunisti (almeno non subito: tra qualche settimana stravolgerà i fatti come fa di solito contando sull’ignoranza e disinformazione del suo elettorato di 12enni).
Infatti Berly ha commentato la telefonata con Saccà dicendo che "è una cosa criminale", che "in Rai si fa carriera solo prostituendosi" e che "chiunque lavori in Rai è un raccomandato". Cioè ha sputato livore ma non ha potuto smentire.
Poi, chiaro, i fedelissimi bigotti troveranno valide attenuanti per giustificare l’Unto; o forse semplicemente gli sta benissimo di votare per un corruttore mafioso e fuorilegge.
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4 Responses to “Scripta manent, sed verba vincunt”
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la seconda ch’hai detto.
quoque tu!:)
i fedelissimi sono tali, Paolì, nonostante sappiano assolvono…
e noi siamo criminali e coglioni (tu, pure maniaco!:)*******
Niente di tutto ciò. Si sposta il dibattito sulla privacy, sulla legittimità delle intercettazioni, ecc. e tutti i tiggì NON parlano del contenuto delle telefonate (e gli elettori-pesci rossi dimenticano in quattro secondi).
Privacy, privacy!
[..] Nano Berly e i suoi uggiolanti cortigiani gridano al delitto di lesa privacy, riguardo alla telefonata. Pure Bertinotti e Mastella dicono che è una cosa brutta brutta e non si dovrebbe fare. Ora, pensavo: ma davvero ‘sta privacy è un dir [..]