Nuovi insulti propongonsi

Con diretta discendenza da "Allo scambio di insulti" (filone interno alla serie B.C. di Hart), sento l’esigenza prorompente di suggerire nuove e variegate contumelie/maledizione da aggiungere alle usate per dare rinnovato vigore al genere.

Perché un semplice "vaffanculo"? Provare con "Vai a fare tre traslochi, una ristrutturazione e due atti notarili con la medesima scadenza!". Fa più male e lascia il segno.

"Ti venisse un accidente" non spaventa più nessuno. Ben altra intimidazione si ottiene con "Possa l’idraulico andarsene senza aver finito l’impianto perché gli manca un pezzo che tornerà in produzione in tempi non determinabili!".

"Figlio di buona donna"? Pfui. Niente al confronto di "Cliente di venditore di ceramiche che ti dà buca 5 volte a fila nella consegna delle mattonelle e dei sanitari, e il quale sei costretto infine a mandare affanculo [invece che affanculo,  vedi sopra, nda] e a girare di sabato mattina a comprare materiale analogo di corsa perché sennò il muratore se ne va!"

Anche per i detti iettatori si possono proporre efficaci novità.
"Non dire gatto se non l’hai nel sacco" è obsoleta quanto Trapattoni. Quale maggiore timore incute una verità quale "Dopo che l’impresa traslochi ha finito, in casa c’è ancora un camion di roba che devi tirar fuori da te".

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Toccare il fondo

Dopo aver esperito, negli ultimi mesi, gran parte dei più noti videogame in circolazione (online e non) ed esserne uscito sostanzialmente incolume, ecco che inaspettatamente sono finito nel baratro di War of Warcraft.
Conto che l’esperienza già accumulata mi eviti stati di dipendenza come quello che afflisse Niccolò Ammaniti.

Maigret Sky Cop

Quelle fave di Sky danno su FoxCrime i film tratti dai gialli di Simenon, quelli in cui Maigret è impersonato da Bruno Cremer (il Maigret più fedele all’originale di tutti, secondo me).
Perciò hanno fatto un bello spot per promuoverli.

Da questo spot veniamo a sapere che il commissario Maigret è "uno che non rinuncia mai ai piaceri della vita", un donnaiolo, un duro manesco che va per le spicce e disarma i pistoleri a mani nude. Praticamente il terzo di Starsky e Hutch.

Evidentemente i pubblicitari fighetti di Sky avevano il problema di darla a bere agli spettatori più giovani e/o ignoranti, abituati a CSI, Criminal Minds, Jag, Cold case, Prison Break, Law & Order, Crime stories e roba così.

Roba che gli eredi di Simenon dovrebbero quererarli, quelli di Sky.

Acquisizioni

Dal parente che periodicamente libera un po’ dei propri scaffali per far posto, ho ricevuto qualche settimana fa i  volumi di  seguito elencati.
Buona parte di questi datati tomi non li leggerò mai, si capisce. Ma finché ho posto metto da parte, si sa mai.

Sidney Finkelstein, Come la musica esprime le idee, Feltrinelli 1955
Aaron Copland, Come ascoltare la musica, Garzanti 1954
Armando Gentilucci, Introduzione alla musica elettronica, Feltrinelli 1972
Enrico Fubini, Musica e linguaggio nell’estetica contemporanea, Einaudi 1973
Massimo Mila, L’esperienza musicale e l’estetica, Einaudi 1953
Theodor w. Adorno, Introduzione alla sociologia della musica, Einaudi 1962
Ottavio Matteini, La discoteca classica, 2 voll., Sansoni 1979
Franco Abbiati, Storia della musica, Garzanti 1959

Jean Gruault – Alain Resnais, "Mon oncle d’Amerique", Feltrinelli 1981
Siegfried Kracauer, Cinema tedesco, Mondadori 1954
Georges Sadoul, Manuale del cinema, Einaudi 1960
Eisenstein, Bleiman, Kosinzev, Iutkevic, La figura e l’arte di Charlie Chaplin, Mondadori 1959
Aa Vv., Il western, Feltrinelli 1969
Flavio Vergerio, I film di Alain Resnais, Gremese 1984

Gina Pischel, Breve storia dell’arte cinese, Feltrinelli 1959
Waldemar Jollor, Arte tedesca tra le due guerre, Mondadori 1955
Pierre Francastel, L’arte e la civiltà moderna, Feltrinelli 1959
Jean-Ann Cartier, Modigliani, Mondadori 1958
Aa. Vv., Arte americana 1930-1970, Fabbri 1992
Marco Valsecchi, Profilo della pittura moderna, Garzanti 1959
Klaus Honnef, L’arte contemporanea, Taschen 1990
Victor Vasarely, "Gäa", Herder 1982
Jacques Thuillier, L’opera completa di Georges De La Tour, Rizzoli 1973
Lamberto Vitali, L’opera grafica di Giorgio Morandi, Einaudi 1964
Walter Hess, I problemi della pittura moderna, Garzanti 1958

Attilio Arcangeli, Tecnica delle costruzioni – Le costruzioni in legno, Hoepli 1949
Daniela Piattelli, Libertà individuali e sistemi giuridici – Mondo antico e Israele, Giappichelli 1997
Av. Vv., Il mondo in cui viviamo – Edizione per ragazzi, Mondadori 1959

Aa. Vv., Enciclopedia del subacqueo, Sansoni 1968
Aa. Vv., I segreti della vela – Corso di navigazione del Glenans, Vito Bianco 1968
Aa. Vv. Storia dell’arte italiana, 13 voll., 1970

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Spunto per film sulla Pasqua

La resurrezione dei morti viventi (titolo provvisorio)

Soggetto: Tre giorni dopo la morte Gesù risorge in forma di zombie. Spaventa gente qua e là e appare agli apostoli e alle donne terrorizzandoli. I suoi adepti riflettono sul significato della "resurrezione dei corpi", promessa dal loro maestro, e sul rituale in cui Gesù ha fatto mangiare loro la sua carne e in suo sangue. Nasce una religione che predica la vita eterna in forma di zombie e santifica personaggi dall’aspetto mostruoso e semidecomposto. Vari episodi di rivisitazione di santi e martiri storici.
Nei secoli questi zombie cristiani imparano a migliorare il loro aspetto, fino ad assomigliare agli attuali alti prelati.
Il finale è da scrivere.

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La Second Life di Adriano Sofri

Ancora su Second Life, cui oggi Repubblica dedica altre 3 pagine intiere.
In una di queste pagine (con richiamo in prima pagina) Adriano Sofri parla di SL; e, come purtroppo gli accade sempre più spesso, non sa di cosa sta parlando. Del resto questo tipo di articoli si rivolgono proprio ai lettori non conoscono minimamente l’argomento (e soprattutto non ne hanno esperienza) e son curiosi di ricevere un’infarinatura dalla penna del fidato corsivista.

E Sofri dedica dedica il suo acume al concetto di seconda identità, occasione di trasgressione o di convenzionale socializzazione. In SL si ha un avatar tridimensionale, come è noto, oltre ad una scheda personale (il <i>profile</i>). Ci si può creare un’identità da strafigo/a o da fumetto giapponese o da orrendo mostro etc., e comportarsi recitando la parte che si preferisce.
Ma tutto ciò, caro Sofri, è ciò che accade in tutte le chat del mondo da che esiste il web. L’avatar 3D che si muove a può fare una serie di gesti dà qualche informazione iniziale in più, ma stai sicuro che due secondi dopo il primo scambio di "hi!" sono le parole dattiloscritte negli Istant message che prendono il sopravvento nelle interazioni tra persone. Esattamente come nelle community di vecchio tipo.

Poi Sofri parla del mondo rappresentato nella grafica 3D di SL: tutte quelle isole, grandi o piccine, benedette da ameno paesaggio e circondate da un mare perennemente calmo, dove gli utenti con account a pagamento possono costruire tutto ciò che vogliono (ragione per la quale il 90% degli oggetti 3D di SL sono tremendamente grezzi). Quel mondo idealizzato e personalizzato potrà compensare l’imbruttimento del mondo reale, dice l’Adriano, rimpiazzare i boschi scomparsi e le città affogate dal traffico; e anche offrire occasioni di pubblica protesta: magari dei SL-terroristi faranno esplodere virtualmente edifici affollati, immagina ancora Sofri.
Ma SL è costruita per il commercio, e ci sono regole rigide sulle possibilità di interazione con l’ambiente 3D. La roba e la terra altrui sono elettronicamente sacre: non puoi usare/prendere oggetti che non possiedi, non puoi costruire senza il permesso dell’owner, e anche nelle zone di community se fai casino puoi essere subito espulso dall’owner. Esattamente come nei normali siti web e nei normali forum/chat/blog.
Certo, un hacker potrebbe forzare le limitazioni e cambiare il paesaggio, ma ciò non sarebbe niente di diverso dall’hackeraggio di un normale sito molto frequentato – cosa già accaduta numerose volte. Niente di più.
Business is business.

Second Life andata e ritorno

Niccolò Ammaniti, da tempo dedito ai giochi di ruolo online, ha fatto un giro in Second Life, e ora ce lo racconta su XL (una delle espansioni patinate di Repubblica, credo).
Bene, pure io, tempo fa, ho fatto il mio bravo giro su Second Life (più che un giro, un soggiorno lunghetto), e dunque, siccome inspiegabilmente Repubblica non me lo ha chiesto, ne parlerò brevemente qua.

Anzitutto sono in grado di dire con esattezza e mirabile sintesi cosa è SecondLife: SecondLife è una versione tridimensionale del web. Punto. Tutto qua.
Mi spiego. Avete presente i videogiochi tridimensionali? Son quelli in cui si comanda un avatar-giocatore che si muove in un ambiente 3D, con qualità grafica e animazione paragonabili a quelle di un cartone animato.
Poi: avete presente il web? Le cose che si trovano con più abbondanza sul web sono compravendita e pubblicità di merce, sesso-pornografia, community (chat, forum, blog etc), news, siti personali.
Bene.
SecondLife è un ambiente 3D in cui gli utenti "costruiscono" punti per compravendita, pubblicità, pornografia, community, news (poche) e cose personali; e gli utenti si spostano in tale ambiente muovendo il proprio personaggio-avatar, dopo esserselo fabbricato a immagine e somiglianza di se stessi o della propria fantasia. Come nei giochi 3D online, in SecondLife l’ambiente 3D è frequentato anche da altri utenti, che vediamo aggirarsi intenti nei fattacci loro.

In pratica, per accedere a questo web3D basta scaricarsi il software e registrare un account (gratis o a pagamento). Poi si doppioclicca e, hop!, siamo lì. Per spostarsi da un punto all’altro si può camminare, volare o "teletrasportarsi" (lo startrekkiano teleport è l’equivalente SL di ciò che nel web sono i link).

Come si sarà a questo punto capito, in SL circolano soldi. Soldi veri. (Nelle ultime 24 ore, per dire, sono stati spesi in SL 1.700.000 dollari.)
Sia per comprare che per vendere, devi avere dei quattrini (se vuoi vendere, devi comprare un lotto di terreno e costruire lì il tuo negozio/link/salottino).
In SL la moneta corrente è il L$ (Linden-dollaro). Per avere qualche L$ ci sono vari modi: puoi vincerli con qualche giochetto che trovi lì, puoi guadagnarli facendo pubblicità o "lavorando" come tutor dei nuovi arrivati; ma soprattutto, se vuoi denaro, te lo devi comprare. Pagandolo con soldi veri e con carta di credito vera. Al cambio, 1000L$ costano circa 4,4$.

Chiaramente le community, come nel web, sono gratis. In tali luoghi si chatta, si interagisce un po’ con gli altri avatar, si scambiano file, link, informazioni. Le solite cose. Se uno per esempi costruisce un cineclub, con la sala, le poltroncine etc., metterà lì dentro un tot di dati, tra cui ovviamente dei file Mpeg, cioè dei filmati.

Ecco. Tutto qua.
Controindicazioni: SL è lento. "Lagga" spesso e volentieri (cioè l’animazione rallenta, va a scatti, tarda a caricare gli oggetti), specie se ci si trova in un punto dove c’è parecchia altra gente. Sarà solo un problema di larghezza di banda dell’utente, ma non ne sono tanto sicuro.
Inoltre SL, benché al momento sia in grande espansione e susciti la curiosità delle cose nuove, in effetti è pallosetto. Del resto, come ho detto, non è altro che una versione in grafica 3D di una piccola porzione del web.

Comunque, se qualcuno vuol venire a fare due passi me lo dica, così ci troveremo come le star (?!) a bere del whisky al Roxy Bar.

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