Vedremo soltanto una sfera di fuoco
più grande del sole, più vasta del mondo;
nemmeno un grido risuonerà
solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra
per mille secoli almeno
ma noi non ci Sanremo.

Poi per un anno la pioggia cadrà giù dal cielo
e i fiumi solcheranno la terra di nuovo,
verso gli oceani scorreranno
e ancora le spiagge risuoneranno delle onde
e in alto nel cielo splenderà l’arcobaleno
ma noi non ci
Sanremo.

E catene di monti coperti di neve
saranno confine a foreste di abeti
mai mano d’uomo le toccherà,
e ancora le spiagge risuoneranno delle onde
e in alto, lontano, ritornerà il sereno
ma noi non ci Sanremo.

E il vento d’estate che viene dal mare
intonerà un canto fra mille rovine,
fra le macerie delle città,
fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo
ma noi non ci Sanremo.

E dai boschi e dal mare ritorna la vita
e ancora la terra sarà popolata,
fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà
gli spazi di sempre per mille secoli almeno
ma noi non ci Sanremo.

Ma la legge…

…sul conflitto d’interessi,
che non è nei 12 punti,
e nemmeno tra le scelte di coscienza delle ‘anime belle’,
e non ne sento parlare da un pezzo,
‘n do’ sta? eh? eh? eh?

Petrus!

Prodi ha battuto il pugno sul tavolo. Si è fatto male perché non ci è abituato, però ha ottenuto un rafforzamento.
Almeno sulla carta.
Grazie ai capricci dei due bounty killer alla pastasciutta, infatti, dalla crisi di governo esce più forte la figura del Presidente del Consiglio nei confronti della sua scompagnata maggioranza. Ed esce anche spostato verso il centro il baricentro del Governo. Infatti ora la fiducia la voteranno pure Follini e Andreotti. Notevole risultato, per i due pasionari, neh?

Che si trattasse di autolesionisti, del resto, era apparso evidente anche dalla semplice considerazione – fatta da molti – che l’effetto di quel voto contro la politica estera in Afghanistan avrebbe potuto essere la riconsegna del potere alla destra, la quale destra senza alcun dubbio avrebbe non solo mantenuto i militari in Afghanista, ma ne avrebbe mandati anche degli altri in Irak!
Davvero una scelta lungimirante, per i pacifisti ad oltranza Tugliatto e Rossi.

Però io non credo che i due, che sono entrambi politici di lungo corso, siano così cretini.
Non credo neanche che il loro voto  che ha provocato la crisi di governo sia dovuto ad una questione di ideali e di coscienza.
Eh, non ci credo, che ci posso fa’?
Mi vien da pensare piuttosto a rapporti (e finanziamenti) con associazioni e/o persone.
Però non sono abbastanza informato per sapere se penso giusto o penso solo male.

Transit.

Il Vaticano e la famiglia

Italia. Anni Cinquanta. Il Vaticano impapapacellato scomunica tutti quelli che si sposano in Comune, li accusa pubblicamente di concubinaggio e grida funesti presagi sulla distruzione della famiglia.

Italia. Anni Settanta. Il Vaticano impapamontinato si straccia le vesti per la legge sul divorzio, scende pesantemente in campo nel referendum per abolire quella legge e grida funesti presagi sulla distruzione della famiglia.

Italia. Anni Duemila. Il Vaticano hitlerjugendizzato gli dà di latinorum  contro i Dico-Pacs-Nozzeomosex e soprattutto grida funesti presagi sulla distruzione della famiglia.

Cioè, secondo me la Famiglia dovrebbe cominciare a toccarsi le palle ogni volta che il papa di turno apre bocca.

Nuovo racconto di David Foster Wallace

Nell’attuale obliviosa e accidiosa neghittosità della mia esistenza, non ho visto che il NewYorker aveva pubblicato un racconto inedito di DFWallace finché un’amica non me lo ha segnalato.
Riparo parzialmente alla mea culpa mettendo online il testo in questione QUI.

Seguirà commento, forse.

Non so se mi spiego…

Vinicio Capossela – Guiro

Indugio ancora un poco
il giorno nuovo arriva fioco e bianco,  lattiginoso.
Spero in un mal di gola
alla sveglia chiedo un’ora o niente
mi darò assente.
Decidere non è mio pregio
son nato stanco ci penserò domani

Guiro
son ghiro e mi ritiro
sei mesi sotto le lenzuola
dall’altro lato mi rigiro.

I dubbi della vita mi pongo
ma più ci ripenso
più nel letto sprofondo.

Alzarmi al freddo presto giammai
di disgrazie di guai
abbastanza ne passai.

Rumino gli stralci di ieri
c’ho sogni più veri e gonfi di desideri
nella branda che cancella e spazza
via pensieri aguzzi e vivi
costati una notte di Nirvana.

Ma se esco fuori che esco a fare
tanto è la stessa parte da rifare
chiedere aiuto oggi non vale più
chiamarti poi mi pento
insabbio e prendo tempo
che tormento!

Guiro
e ancora mi ritiro
e di qui sotto vedo bene
che il cambio poi non mi conviene.

E dovrei uscire, trovarmi il posto,
l’appartamentino, le ferie in agosto;
pagare i soldi, il mutuo e l’affitto,
la carta da bollo per ogni diritto.

E allora adesso c’ho son
mi gratto al ritmo                                 del son
e non mi passa                                        il son
Montugno                                                 Montugno son
son Gualano                                             Gualano son
e certamente                                            me gusta el son
e che te pasa che te pasa                     che bonito el son
a ancora                                                     Gualano son.

Guiro
E ancora mi ritiro  porque,
porque me gusta                                     el son
E non mi pasa, non mi pasa,
non mi pasa                                                el son

Piango come un coccodrillo             ci ho son
nel proposito vacillo                            che bonito el son
Montugno                                                 Montugno son
San Gualano                                             Gualano son

Crederme tu crederme
en el amor siempre tu siempre deves credere
y en la vida devo credere per credere
siempre credere per prendere …

Rendere per prendere
en la vida devo rendere per prendere
y al paisio devo rendere per credere
siempre rendere per prendere…