Un americano a Parigi

Il fenomeno Littell

Jonathan Littell è un americano di 39 anni che vive in Spagna. Ha scritto in francese il suo primo romanzo, Les Bienveillantes, e l’ha proposto a Gallimard (chiedendo tra l’altro un sacco di soldi). L’editore francese l’ha preso e pubblicato un mese fa, e il libro ha già venduto circa 170.000 copie. Tra l’altro si tratta di un romanzo di 900 pagine, mica fischi.

Ce n’è abbastanza per guardare con un certo interesse a questo libro, direi.

Les Bienveillantes è la storia di un ex funzionario delle SS francotedesco che, negli anni ’80, pensionato, ripercorre quella parte della sua vita di nazista di 40 anni prima.
Littell, che proviene da una famiglia di ebrei polacchi emigrati negli Usa per sfuggire alle persecuzioni naziste, ha scritto questo libro in 4 mesi dopo 5 anni di ricerche: lo dice in questa intervista. Qui invece l’incipit del romanzo, una scheda, vari brani di recensioni.

Suppongo che un editore italiano abbia già preso i diritti e stia facendo la traduzione. Sennò, che aspetta?

Comments

18 Responses to “Un americano a Parigi”

  1. metallicafisica on settembre 26th, 2006 18:20

    non c’è la traduzione in viterbese

  2. utente anonimo on settembre 26th, 2006 19:43

    Effettivamente, sono d’accordissmo con te: ha molti elementi che me lo fanno ritenere interessante. Ho letto l’incipit su BOL, è molto bello e sontuoso, come nei romanzi d’antan. Sarà che sono arcistufa di romanzini minimalistini, esangui e anoressici… Grazie per la segnalazione :-)

    Gabriella

  3. utente anonimo on settembre 26th, 2006 19:54

    e vabbeh, ma ti dimentichi di dire la cosa principale: che è il figlio di robert (littell).

  4. utente anonimo on settembre 26th, 2006 20:00

    Ho fatto un velocissimo tour sui siti francesi: l’unico critico che ne parla male è quello di Liberation

    http://www.liberation.fr/culture/livre/202959.FR.php?mode=PRINTERFRIENDLY

    Per quanto mi riguarda, l’unica cosa che mi frena dall’ordinarlo subito è che non me la sento di stare per centinaia di pagine in mezzo a tutti quegli orrori… Solo questo

    Gabriella

  5. EvaCarriego on settembre 26th, 2006 22:33

    ASPETTIAM FIDUCIOSI, VEH

    ops

  6. inquiline on settembre 26th, 2006 23:07

    dear paul, il link però mi manda su repubblica. e c’è padoa schioppa che mi guarda..

  7. utente anonimo on settembre 26th, 2006 23:12

    @ Per l’Anonimo Dietrologo: si, è vero che è figlio di Robert, ma pare che quando ha presentato il romanzo per la pubblicazione in Francia si sia firmato con uno pseudonimo (e infatti tre case editrici gielo avrebbero rifiutato, a questo Signor Nessuno).

    Poi vabbe’, io che ne so. Infatti ho usato forme dubitative.

    …Ma vedo che anche questa volta ci sono tutti i prodromi di un attacco d’invidia non male. Come prevede il copione :-)

    Gabriella

  8. pbeneforti on settembre 27th, 2006 09:23

    @gabry: io pure prima di sciropparmi 900 pagg in francese aspetterei un momentino. al di là del fatto che descrive le torture dal punto di vista (molto feroce) del carnefice.

    @ jonathan Littel è figlio di robert, sì. embè?

    @ inquilins, i link sono a posto, sei te che non funzioni

  9. sidgi on settembre 27th, 2006 11:34

    la Gallimard è stata la prima casa editrice (importante) di Simenon.

  10. utente anonimo on settembre 27th, 2006 15:57

    gabriella e pb, non avete nessun senso estetico del gossip :)

  11. utente anonimo on settembre 27th, 2006 17:05

    @sidgi non vorrei dire , ma con tutto il rispetto per Simenon, Gallimard è stata la prima casa editrice importante di Proust. Scusa, ma quanno cce vo’ cce vo’ :-)

    gabriella

  12. sidgi on settembre 27th, 2006 18:01

    gabriella apperò… e non ce lo sapevo!!

    a mia discolpa però posso dire che quale grande collezionista assoluta e totale di Simenon per me è assai più vitale l’informazione che ho dato io! :D

  13. utente anonimo on settembre 27th, 2006 19:11

    @ sidgi, lo so: oggi scarrafone è bello alla collezionista sua ;-)

    A me piace molto Simenon, sia quello di Maigret che quello de “La neve era sporca” (bellissimo)

    …Ma ora basta divagare e rientriamo nei ranghi :)

    gabriella

  14. chiaraaa on settembre 27th, 2006 19:53

    americano, parigi, insieme a una marianna e una zilvia.

  15. falconemaltese on settembre 27th, 2006 22:46

    Aspetta di trovare un traduttore che lavori gratis.

  16. inquiline on settembre 28th, 2006 12:56

    dear paul, dici sul serio che io non funziono? mi devo preoccupare?

  17. pbeneforti on settembre 28th, 2006 17:19

    inquilins, dico sul serio ma non mi pare così preoccupante; ci avrai il browser che fa casino.

  18. alexandra3 on novembre 16th, 2007 18:34

    Leggerlo o non leggerlo? Io di solito leggo i classici. Ma come fa uno sconosciuto a chiedere molti soldi all’editore?

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